Ventuno alberi della Villa del Prefetto di Potenza sono stati intitolati alle Madri Costituenti, protagoniste fondamentali della nascita della Repubblica e della costruzione dei principi democratici del Paese. Un’iniziativa dal forte valore simbolico e civile che trasforma uno spazio pubblico in un luogo di memoria condivisa e racconto collettivo.
Il progetto è stato promosso dalla Consigliera di Parità Simona Bonito, insieme al Prefetto Michele Campanaro e al Presidente del Consiglio provinciale Christian Giordano, con l’obiettivo di coniugare la valorizzazione di un luogo storico con la trasmissione dei valori costituzionali alle nuove generazioni.
“L’obiettivo è coniugare la tutela e la valorizzazione di un luogo storico con la trasmissione della memoria – ha sottolineato il Presidente Giordano –. Un gesto simbolico ma dal forte valore civile, che intreccia memoria, educazione e partecipazione. Intitolare questi alberi alle Madri Costituenti significa riconoscere il loro contributo fondamentale alla nascita della Repubblica e ricordare alle nuove generazioni che i diritti e i valori democratici richiedono cura, impegno e responsabilità quotidiana”.

Profondo anche il significato delle parole della Consigliera di Parità Simona Bonito, che ha raccontato il senso più intimo dell’iniziativa: “Nella Villa del Prefetto, tra gli alberi che le custodiranno. Perché gli alberi somigliano alle donne che hanno saputo cambiare il mondo senza smettere di proteggerlo: resistono al vento, attraversano le stagioni, fanno ombra anche a chi non le ha mai ringraziate”.
Bonito ha definito il progetto “un gesto meraviglioso donato alla città”, capace non solo di celebrare il passato ma di parlare al futuro: “La libertà non nasce per caso: qualcuno l’ha seminata, qualcuno l’ha difesa, qualcuno l’ha scritta parola dopo parola dentro la nostra Costituzione”.
Particolarmente significativo anche il coinvolgimento delle nuove generazioni: le piccolissime allieve dell’Istituto Don Milani hanno partecipato alla cerimonia con letture e interventi, portando emozione e spontaneità.
“In quelle parole pronunciate con emozione c’era tutta la bellezza del domani – ha aggiunto Bonito –: la speranza che ogni bambina possa sentirsi libera di diventare ciò che desidera”.
Un progetto che, nelle intenzioni dei promotori, non si limita alla commemorazione, ma diventa strumento educativo e civile, capace di intrecciare memoria storica e futuro, radicando nel territorio il valore vivo della Costituzione.