Incontro tra i Vescovi lucani. Proposto il rilancio dell’Istituto teologico

Si è svolta a Potenza la seduta della Conferenza Episcopale di Basilicata, che ha riunito i Vescovi della regione per affrontare un’articolata agenda dedicata alla vita pastorale, formativa e organizzativa della Chiesa lucana. Al centro del confronto, il futuro dell’Istituto Teologico di Basilicata e il rafforzamento dei percorsi di formazione del clero e dei laici.

Ampio spazio è stato infatti riservato all’Istituto Teologico di Basilicata, impegnato in un processo di unificazione e potenziamento che punta a rilanciarlo come polo culturale cristiano e autentico “laboratorio di teologia”, capace di dialogare con il territorio e di mettere in relazione laici e presbiteri. Un percorso che ha ricevuto apprezzamento anche dalla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e che mira a rafforzare la qualità e la spendibilità degli studi teologici. Nel corso della riunione è stato inoltre ricordato con gratitudine Padre Emanuele Bochicchio, primo direttore dell’Istituto, per il suo impegno e la dedizione alla crescita culturale del clero regionale.

Sul fronte della formazione sacerdotale, i Vescovi hanno discusso la proposta di introdurre nel cammino seminariale un “anno esperienziale” fuori regione, articolato in un periodo missionario e in un’esperienza in una parrocchia italiana. L’obiettivo è arricchire il percorso dei futuri presbiteri, garantendo al tempo stesso un maggiore equilibrio tra maturazione interiore e impegni pastorali. Si è parlato anche di una più attenta strutturazione delle esperienze estive, nella prospettiva di una formazione integrale.

Tra le novità emerse, l’avvio di una Scuola regionale di ministerialità laicale, in collaborazione con l’Istituto Teologico, con un biennio comune e un successivo anno di specializzazione. Particolare attenzione sarà riservata alla formazione dei catechisti. Confermato inoltre il ricorso alla figura del “testimone” nelle celebrazioni di battesimi e cresime, segno di una Chiesa che intende valorizzare sempre più il protagonismo dei laici.

Nel confronto non è mancato il tema del rapporto tra fede, pietà popolare e folklore. La Conferenza ha ribadito la necessità di distinguere con chiarezza le celebrazioni religiose dagli elementi folkloristici e di assicurare trasparenza nella gestione delle feste patronali, separando in modo netto i comitati parrocchiali da quelli civili.

Infine, spazio alle questioni amministrative e caritative. È stato presentato il rendiconto dell’Economato CEB per il 2025 e illustrate le nuove disposizioni della Conferenza Episcopale Italiana sulla tracciabilità dei fondi dell’8xmille. I Vescovi hanno invitato le Caritas diocesane a dotarsi di strutture operative adeguate e ad aggiornare le procedure di rendicontazione, in un’ottica di maggiore trasparenza e responsabilità nella gestione delle risorse.

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