lunedì, 31 Agosto, 2026
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Ticket sanitario da 2,50 euro, protesta in Basilicata: i sindacati chiedono il ritiro del provvedimento

È montata questa mattina la protesta contro la decisione della Regione Basilicata di introdurre una quota di compartecipazione di 2,50 euro per ricetta sulla spesa farmaceutica convenzionata.

Cgil, Cisl e Uil, insieme alle rispettive federazioni dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati, hanno organizzato un presidio davanti alla sede della Regione chiedendo il ritiro immediato della misura e la convocazione urgente di un tavolo di confronto con l’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico. I sindacati definiscono il provvedimento inaccettabile e contestano soprattutto il suo impatto sulle famiglie lucane, sugli anziani e sulle persone più fragili, già alle prese con l’aumento del costo della vita e con la necessità di ricorrere frequentemente alle cure. «La salute è un diritto che deve essere garantito a tutti» e «la malattia non può essere considerata una colpa», ribadiscono le organizzazioni, secondo cui il ticket rischia di diventare un ulteriore ostacolo all’accesso alle cure. I segretari generali Fernando Mega, Vincenzo Cavallo e Vincenzo Tortorelli, insieme ai rappresentanti dei pensionati Angelo Summa, Giuseppe Amatulli e Carmine Vaccaro, sostengono che il provvedimento potrebbe interessare circa il 60% dei richiedenti, mentre una parte della popolazione sarebbe esentata. Per i sindacati, la misura rischia di far ricadere sui cittadini il peso del disavanzo della sanità regionale, in un territorio già segnato da un elevato livello di migrazione sanitaria, difficoltà nella sanità di prossimità, carenza di presidi sanitari e lunghe liste d’attesa. Contestate anche le modalità con cui è stata approvata la delibera, il 27 agosto, senza un preventivo confronto con le parti sociali e, secondo i sindacati, con il Consiglio regionale. Cgil, Cisl e Uil chiedono invece di intervenire sulla spesa farmaceutica attraverso una maggiore appropriatezza prescrittiva e un più ampio ricorso ai farmaci equivalenti, sostenendo che il contenimento dei costi debba riguardare soprattutto le modalità di prescrizione e non essere scaricato sui pazienti. In assenza di risposte rapide, le organizzazioni annunciano un possibile inasprimento della mobilitazione e una più ampia iniziativa a difesa del diritto alla salute. A difendere la scelta della Regione è l’assessore Cosimo Latronico, che ha spiegato come il ticket non sia una decisione arbitraria, ma un intervento legato alla normativa nazionale e allo sforamento del tetto programmato della spesa farmaceutica convenzionata. Nel 2025, ha riferito Latronico, la Basilicata ha registrato uno scostamento dello 0,58%, pari a circa 7 milioni di euro. La Regione sostiene inoltre di aver introdotto il contributo con criteri di sostenibilità sociale: la quota massima è di 2,50 euro per ricetta, indipendentemente dal numero di confezioni prescritte, mentre sono previste numerose esenzioni per reddito, patologia e condizioni di particolare fragilità. Il ticket non si applica inoltre ai medicinali distribuiti direttamente dalle farmacie ospedaliere, a tutela dei percorsi di cura continuativi e dei pazienti con patologie più gravi. Latronico ha definito la misura temporanea e ha annunciato un monitoraggio semestrale per valutarne gli effetti sui consumi e sulla spesa. L’assessore ha inoltre sottolineato che la Regione sta lavorando anche sull’efficientamento della spesa farmaceutica e sulla promozione dei farmaci equivalenti e biosimilari. Sul fronte del confronto istituzionale, infine, Latronico ha confermato la propria disponibilità a incontrare i sindacati e ad ascoltare eventuali proposte, ribadendo che la sostenibilità del sistema sanitario regionale richiede il coinvolgimento di tutte le parti.

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