Flash mob al Centro Oli di Viggiano: Libera ricorda Gianluca Griffa e chiede verità e giustizia

Un flash mob davanti al Centro Oli di Viggiano per ricordare Gianluca Griffa, il giovane ingegnere responsabile della produzione nell’impianto fino al 2013, morto nello stesso anno in circostanze archiviate ufficialmente come suicidio. L’iniziativa si è svolta nell’ambito della campagna nazionale di Libera “Fame di verità e giustizia”.

Il Coordinamento regionale di Libera Basilicata ha voluto riportare l’attenzione sulla vicenda dell’ingegnere piemontese, ricordando come nel suo memoriale fossero contenute segnalazioni tecniche sui rischi di corrosione dei serbatoi del Cova e sul possibile verificarsi di un grave disastro ambientale.

Secondo Libera, quelle preoccupazioni rimasero inascoltate dall’azienda e trovarono tragica conferma nel 2017, quando la rottura di un serbatoio provocò lo sversamento di oltre 400 tonnellate di greggio, contaminando il reticolo idrografico della Val d’Agri.

L’iniziativa si è svolta in contemporanea con un presidio organizzato da Libera Cuneo, nel paese d’origine di Griffa, in una ideale staffetta della memoria tra Piemonte e Basilicata.

Per l’associazione, ricordare Gianluca Griffa significa difendere il valore della legalità, della tutela dell’ambiente e della dignità del lavoro, rompendo quella che definisce una “cappa di silenzio” che per anni avrebbe avvolto la vicenda.

Libera ha annunciato che continuerà a promuovere iniziative per mantenere viva la memoria dell’ingegnere e ha rivolto un appello alle organizzazioni sociali, sindacali e agli ordini professionali affinché si uniscano nella richiesta di verità, giustizia e maggiore tutela per chi denuncia situazioni di rischio nell’interesse della collettività.

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