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martedì, 30 Giugno, 2026
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Avellino. Riaffiora nella Chiesa dell’Immacolata la mummia di una nobildonna dell’Ottocento

Una scoperta di straordinario interesse storico, archeologico e antropologico è emersa durante i lavori di miglioramento della sicurezza sismica della Chiesa dell’Immacolata a Prata di Principato Ultra, in provincia di Avellino. Nel corso degli interventi finanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e promossi dalla Diocesi di Avellino, sono stati rinvenuti, nell’area dell’altare, resti umani mummificati in eccezionale stato di conservazione. Il ritrovamento è stato immediatamente segnalato alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, che ha avviato le attività di studio e tutela. Un’iscrizione funeraria rinvenuta accanto alla sepoltura ha consentito di identificare la defunta come Maria Macrina Grillo, morta il 22 aprile 1843 all’età di appena 26 anni.

L’approfondimento storico condotto dall’archeologa Albina Moscariello, incaricata dalla COSTRUCTURA Consulting, ha permesso di ricostruire il profilo della giovane, appartenente a una delle famiglie più influenti del territorio. Secondo gli studi, Maria Macrina Grillo avrebbe condotto una vita di intensa devozione religiosa attraverso una forma di consacrazione laica vissuta in ambito familiare, caratterizzata da penitenza, opere di carità e profonda spiritualità, senza aderire formalmente a un ordine monastico.

L’eccezionale stato di conservazione della mummia ha spinto la Soprintendenza ad avviare una collaborazione scientifica con l’Eurac Research – Institute for Mummy Studies di Bolzano. Sotto il coordinamento del dottor Marco Samadelli sono state predisposte le prime misure di conservazione per garantire la tutela dei resti. Le operazioni di trasferimento sono state eseguite sotto la supervisione dei funzionari della Soprintendenza, con il supporto delle società Pheliana e DI.GI. Lavori. La Diocesi di Avellino, grazie all’interessamento del vescovo Arturo Aiello e del vicario generale Pasquale Iannuzzo, ha messo a disposizione un ambiente idoneo alla conservazione temporanea della mummia.

Parallelamente è stato avviato un progetto di ricerca finalizzato alla realizzazione di un Conservation Soft Box, un sistema innovativo progettato per assicurare condizioni ambientali ottimali attraverso il costante monitoraggio di temperatura e umidità. Gli specialisti hanno già eseguito interventi di disinfestazione e di riequilibrio dell’umidità dei tessuti organici, fondamentali per preservare l’integrità del reperto.

La rilevanza culturale del rinvenimento ha inoltre portato la Soprintendenza a coinvolgere l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, considerato il forte legame della vicenda con la memoria storica della comunità locale. Grazie alla collaborazione del Comune di Prata di Principato Ultra è stato possibile rintracciare anche i discendenti diretti della famiglia Grillo, che hanno accolto con particolare emozione la notizia. Al termine dei lavori di restauro della chiesa, le spoglie di Maria Macrina Grillo saranno ricollocate nella zona absidale dell’edificio sacro.

“Il ritrovamento dei resti mummificati, così ben conservati, della giovane Maria Macrina Grillo è stato un momento di grande emozione per tutte le professionalità coinvolte nell’intervento di recupero e conservazione delle spoglie”, ha dichiarato l’archeologa Anna Nenna della Soprintendenza. Sulla stessa linea il soprintendente ABAP di Salerno e Avellino, Anna Onesti, che ha espresso il proprio ringraziamento a tutti gli specialisti coinvolti nelle attività di studio e conservazione, sottolineando come la vicenda abbia suscitato fin dall’inizio grande interesse umano e scientifico. Un pensiero particolare è stato rivolto anche alla famiglia Grillo, che ha condiviso documenti, ricordi ed emozioni contribuendo alla ricostruzione della storia della giovane nobildonna.

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