Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni trovato morto carbonizzato domenica scorsa in località Cioffi, alla periferia di Eboli. La Procura di Salerno, coordinata dal procuratore Raffaele Cantone, concentra ora l’attenzione sugli ultimi spostamenti della vittima e su un uomo ripreso dalle telecamere di videosorveglianza mentre viaggiava con Esposito a bordo della sua Lancia Y. Un’identità ancora sconosciuta, ma ritenuta fondamentale per ricostruire le ultime ore di vita del cronista.

Gli investigatori stanno inoltre cercando il cellulare principale della vittima, scomparso nel nulla. L’ultimo accesso a WhatsApp risale alle 22.30 di sabato sera, mentre il telefono ha continuato a squillare fino alla mattina successiva senza ricevere risposta. Un secondo dispositivo è stato invece recuperato nell’abitazione del giornalista, insieme a computer, documenti e materiale informatico ora al vaglio dei carabinieri.
L’autopsia ha confermato una violenta aggressione, con numerose fratture al volto e al corpo e un braccio alzato in un probabile gesto di difesa. Esclusa al momento l’ipotesi dello strangolamento, resta da chiarire se Esposito fosse ancora vivo quando il corpo è stato dato alle fiamme. Per avere risposte definitive serviranno gli esami tossicologici, istologici e genetici, compreso il test del DNA che dovrà confermare ufficialmente l’identità della vittima. Intanto gli inquirenti continuano ad approfondire la vita privata e professionale del giornalista, senza escludere alcuna pista, dal movente personale a una rapina degenerata in omicidio.













