L’ex convento di Sant’Agostino nel centro storico di Padula e oggi sede della casa comunale e il complesso agostiniano padulaese, protagonisti di un incontro-dibattito ospitato nella chiesa attigua al convento. Una chiesa storica che sarà restaurata grazie all’impegno della Diocesi di Teggiano Policastro con il vescovo monsignor Antonio de Luca e di don Giuseppe Radesca in prima linea. All’evento il professore Carmine Pinto ha snocciolato la storia che abbraccia dieci secoli di storia di Padula e del Vallo di Diano del complesso agostiniano. Dopo i saluti di Michela Cimino, sindaca di Padula, il programma ha puntato sui contributi di Angela Giovanninelli, docente di religione cattolica; Michele Cartusciello, direttore del Museo del Cognome; Miguel Enrique Sormani, esperto di storia locale; Concetta Restaino, storica dell’arte e infine l’intervento di Carmine Pinto, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno. Le conclusioni sono state affidate al parroco Don Giuseppe Radesca. A coordinare il dibattito Rosanna Giudice, docente di Storia contemporanea all’Università di Salerno. Il convento di Sant’Agostino fu fondato nel XIV secolo nel luogo di un’antica chiesa intitolata a San Matteo. Fu voluto dai nobili Sanseverino, in onore dei quali i frati agostiniani erano tenuti a celebrare otto messe settimanali.















