Valter Lavitola ha chiesto di essere trasferito agli arresti domiciliari a Noepoli, piccolo comune in provincia di Potenza nel cuore del Parco del Pollino, dove è cresciuto con la famiglia e dove avrebbe un’abitazione presa in locazione.
La richiesta è stata formalizzata dai suoi difensori, gli avvocati Sergio e Arturo Cola, nella memoria depositata davanti al Tribunale del Riesame di Roma, chiamato a decidere sulla misura cautelare nei confronti di Lavitola, detenuto dal 10 agosto con l’accusa di essere il presunto mandante dell’attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, avvenuto il 16 ottobre dello scorso anno a Pomezia, in provincia di Roma.
Nel corso dell’interrogatorio davanti al Riesame, Lavitola si è assunto la responsabilità di essere il mandante dell’attentato, riferendo anche sulle modalità esecutive. Secondo quanto emerso, avrebbe chiarito che l’idea di utilizzare una bomba sarebbe stata invece di Gomes Clesio Tavares.

La difesa ha chiesto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, individuando proprio Noepoli come luogo in cui Lavitola potrebbe scontare la misura. Nella memoria, i legali sottolineano come il piccolo comune lucano rappresenti un domicilio “fuori dal Lazio e dalla Campania”, dunque lontano dalla rete di conoscenze dell’indagato e da eventuali possibili vie di fuga.
Secondo gli avvocati Cola, inoltre, nel corso dell’indagine sarebbero ormai venute meno le esigenze cautelari. “L’indagine è ormai cristallizzata nelle confessioni, nelle chiamate di correo e negli altri elementi raccolti”, è la posizione sostenuta dalla difesa, che esclude quindi l’attuale sussistenza del pericolo di fuga e di inquinamento probatorio.
L’udienza davanti al Tribunale del Riesame di Roma è durata poco più di tre ore. Al termine della discussione, i giudici si sono riservati la decisione. Il collegio dovrà ora stabilire se accogliere la richiesta della difesa e concedere a Lavitola gli arresti domiciliari, oltre a pronunciarsi sulla richiesta relativa all’eventuale decadenza della misura cautelare per decorrenza dei termini.














