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giovedì, 17 Settembre, 2026
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Immigrazione, a Potenza focus su rimpatri volontari e screening sanitario

Si è riunito nella Sala Italia del Palazzo del Governo di Potenza, il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, presieduto dal Prefetto Michele Campanaro.
Al centro dell’incontro il Rimpatrio Volontario Assistito e le nuove procedure di screening previste dal Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Il Consiglio rappresenta il principale luogo di confronto tra istituzioni, enti locali e realtà impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione. Durante la riunione è stata illustrata la recente circolare del Ministero dell’Interno sul Rimpatrio Volontario Assistito. La misura consente ai cittadini di Paesi terzi in possesso dei requisiti di rientrare volontariamente nel Paese d’origine attraverso un percorso accompagnato.


Particolare attenzione viene riservata alle persone vulnerabili, tra cui minori, anziani, disabili e vittime di violenza o tratta. Illustrato anche il progetto “RI.VOLARE IN RE.TE.”, realizzato con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni nell’ambito del Fondo FAMI 2021-2027.
Il programma prevede assistenza dalla fase di orientamento fino al reinserimento nel Paese d’origine.
Per i beneficiari è prevista un’indennità di prima sistemazione di 630 euro, oltre a contributi per i progetti di reintegrazione. Sul territorio saranno inoltre attivati consulenti specializzati attraverso il progetto F.A.S.T.E.R., promosso dall’OIM in collaborazione con ANCI.
Il Prefetto ha invitato i gestori dei centri di accoglienza e i servizi sociali comunali a rafforzare l’informazione sulla possibilità del rimpatrio volontario.
L’obiettivo è intercettare tempestivamente eventuali manifestazioni di interesse e accompagnare i beneficiari nel percorso. Ampio spazio è stato dedicato anche alle nuove procedure di screening previste dal Regolamento europeo 2024/1356. Particolare attenzione sarà riservata al controllo preliminare dello stato di salute e all’individuazione di eventuali condizioni di vulnerabilità.
Gli accertamenti comprendono anamnesi, parametri vitali, screening delle malattie infettive e valutazione dello stato mentale. Potenza non è un territorio di frontiera o di sbarco, ma può essere interessata da casi di rintraccio. Per questo motivo è necessario garantire l’attivazione tempestiva delle procedure e il controllo sanitario entro le 72 ore previste.
Il direttore generale dell’ASP di Potenza, Giuseppe De Filippis, ha illustrato il modello organizzativo predisposto dall’Azienda sanitaria. Il presidio di riferimento sarà l’Ambulatorio dei Migranti ASP Igiene di Potenza, affiancato da un sistema di reperibilità.
La soluzione consentirà di garantire il necessario raccordo anche nelle fasce orarie non coperte dall’attività ordinaria. Al termine della riunione è stato annunciato un nuovo Protocollo operativo tra Prefettura, Questura e ASP.
L’intesa definirà ruoli, competenze e modalità di intervento per rendere più efficace la gestione delle procedure di screening. «Il modello delineato confluirà in uno specifico Protocollo operativo che sottoscriveremo nelle prossime ore», ha concluso il Prefetto Campanaro.

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