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mercoledì, 16 Settembre, 2026
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CallMat Matera, avviato l’iter per 350 licenziamenti

Lo spettro dei licenziamenti diventa realtà. CallMat ha annunciato l’avvio dell’iter per l’invio di 350 lettere di licenziamento ai lavoratori della sede di Matera. Una decisione che rischia di chiudere nel modo peggiore una vertenza andata avanti per mesi tra tavoli istituzionali, incontri e ipotesi di riconversione.

Durissima la reazione dei sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl Telecomunicazioni, che parlano di un’ennesima presa in giro ai danni dei lavoratori. Le organizzazioni denunciano il fallimento del percorso istituzionale e chiedono a Regione Basilicata e Ministero delle Imprese e del Made in Italy di assumersi le proprie responsabilità.

La crisi era legata soprattutto alla progressiva conclusione della commessa Tim. Nei mesi scorsi erano state avanzate diverse ipotesi per garantire un futuro occupazionale al personale, tra cui il coinvolgimento dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e possibili percorsi nel settore dell’innovazione digitale. Erano state inoltre individuate risorse per circa 10 milioni di euro.

Finora, però, nessuna delle soluzioni prospettate si è trasformata in un percorso concreto. E ora arrivano i licenziamenti.

Per i sindacati non si tratta soltanto di una vertenza aziendale, ma di una vera emergenza occupazionale per Matera e per l’intera Basilicata. Il rischio riguarda 350 lavoratori e altrettante famiglie, in una fase già segnata dall’aumento del costo della vita.

Resta sullo sfondo la data del 31 dicembre 2026, termine indicato per la prosecuzione dei sostegni alle attività di CallMat. I sindacati chiedono un intervento immediato e non intendono attendere oltre. “C’era il tempo per prevenire. Adesso c’è da impedire il disastro. La pazienza è finita, servono fatti”.

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