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giovedì, 1 Ottobre, 2026
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Albanella, traffico illecito di rifiuti e furto di ferro: nove misure cautelari

Nove misure cautelari sono state eseguite dai Carabinieri nelle province di Salerno e Napoli nell’ambito di un’indagine su un presunto sistema di traffico illecito di rifiuti e furto aggravato di ingenti quantità di materiale ferroso.

L’inchiesta, avviata nel settembre 2022 dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, è partita da controlli effettuati nei confronti di un’azienda di Albanella attiva nel trattamento e recupero di rifiuti urbani e speciali. Gli investigatori hanno utilizzato intercettazioni, riprese video e pedinamenti, ricostruendo, secondo l’ipotesi accusatoria, un articolato sistema di gestione illecita dei rifiuti.

Due i principali filoni dell’indagine. Il primo riguarda la società Ricicla Campania, con sede legale a San Giuseppe Vesuviano e operativa ad Albanella, per la quale sarebbero emerse irregolarità nella gestione di rifiuti ingombranti, imballaggi, rottami ferrosi, pneumatici fuori uso e materiali plastici. Parte dei rifiuti sarebbe stata destinata all’estero attraverso documentazione ritenuta falsa o irregolare.

Il secondo filone riguarda invece la gestione di rifiuti metallici e la presunta cessione “in nero” di materiale ferroso. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito un’esportazione in Turchia di oltre 5mila tonnellate di rottami, documentati, secondo l’accusa, come materiale “End of Waste”.

Le indagini avrebbero fatto emergere il ricorso al cosiddetto “giro bolla”, attraverso documentazione intestata anche a società ritenute inesistenti, coinvolgendo diverse aziende del settore del trattamento e recupero dei rifiuti.

Il giro economico ritenuto illecito è stato quantificato in oltre 3,4 milioni di euro. Nell’ambito dell’operazione sono state sequestrate cinque società, oltre a beni mobili e immobili, conti correnti, veicoli, terreni, appartamenti, camion e impianti utilizzati per le attività contestate.

In particolare, risultano sequestrati 71 conti correnti con oltre un milione di euro depositato, 15 tra auto e motocicli, tre appartamenti, quattro terreni agricoli, otto camion e gli impianti aziendali riconducibili alle società coinvolte.

Le nove misure cautelari sono state disposte dal Gip del Tribunale di Salerno: due persone sono state condotte in carcere, una agli arresti domiciliari, quattro sottoposte all’obbligo di dimora, una al divieto di dimora ad Albanella e un’altra al divieto di esercitare per un anno uffici direttivi di persone giuridiche e imprese.

L’operazione è stata eseguita dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli insieme ai comandi provinciali competenti.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: le contestazioni dovranno essere valutate nelle successive fasi giudiziarie e per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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