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mercoledì, 30 Settembre, 2026
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Nuova misura cautelare per un imprenditore di Lavello: accuse di riciclaggio e agevolazione mafiosa

Arresti domiciliari con braccialetto elettronico per un imprenditore, già coinvolto in un procedimento davanti al Tribunale di Potenza. L’indagine riguarda presunti capitali illeciti, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Una nuova misura cautelare è stata eseguita nel pomeriggio di mercoledì nei confronti dell’uomo, imprenditore di Lavello, nell’ambito di un procedimento per associazione per delinquere aggravata dall’agevolazione mafiosa.

Il provvedimento, richiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia, è stato disposto dal Tribunale di Potenza . L’imprenditore è stato posto agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

Secondo l’accusa, l’imprenditore sarebbe stato al vertice di un gruppo dedito al riciclaggio di denaro di provenienza illecita e al trasferimento fraudolento di valori. Tra i capitali che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero stati riciclati ci sarebbero anche somme riconducibili ad assalti a furgoni portavalori organizzati nel Foggiano. L’attività, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe avuto anche la finalità di favorire una storica organizzazione mafiosa di Cerignola.

L’uomo  è già imputato per gli stessi fatti davanti al Tribunale di Potenza. Era stato sottoposto a custodia cautelare nel luglio 2025, ma la precedente misura era stata successivamente annullata per motivi di natura processuale, legati al mancato svolgimento dell’interrogatorio preventivo prima dell’arresto.

La nuova richiesta cautelare è arrivata dopo la prosecuzione delle indagini e alla luce, secondo la Procura, di ulteriori elementi raccolti dagli investigatori.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai rapporti con  una  società sottoposta ad amministrazione giudiziaria. Secondo la prospettazione accolta dal Tribunale, anche dopo la revoca della precedente misura, avvenuta nell’aprile 2026, l’imprenditore avrebbe posto in essere condotte ritenute idonee a condizionare la gestione della società e l’attività dei suoi dipendenti.

Gli investigatori contestano inoltre alcune iniziative che avrebbero potuto compromettere la gestione economica dell’azienda e attribuire all’amministrazione giudiziaria e allo Stato la responsabilità delle difficoltà economiche della società.

Su questo punto, l’indagine evidenzia che la società avrebbe già attraversato una situazione finanziaria difficile prima del sequestro del complesso aziendale, tanto che erano state avviate procedure presso il Tribunale di Milano in presenza di perdite di bilancio e di difficoltà nel recupero della situazione economica.

Le indagini non si sono fermate alla misura cautelare. Nei giorni scorsi sono state eseguite perquisizioni domiciliari e informatiche nei confronti di alcune persone indagate per reati contro la Pubblica Amministrazione.

Gli accertamenti riguardano, in particolare, una possibile vicenda di corruzione collegata a nuove iniziative imprenditoriali riconducibili a soggetti inseriti, secondo gli investigatori, nel medesimo contesto economico.

L’operazione è stata eseguita dalla SISCO della Polizia di Stato di Potenza, dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Potenza e dalla Squadra Mobile della Questura di Potenza.

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