Lottizzazione abusiva a Santa Marina: sequestrati beni immobili per oltre 600 mila euro

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, su una lottizzazione abusiva, cosiddetta ‘mista’, nel comune di Santa Marina, Guardia di Finanza e Carabinieri hanno eseguito un sequestro di beni per un valore di circa 600 mila euro.

Al termine delle operazioni, eseguite il 19 ottobre scorso dalla Sezione di Polizia giudiziaria della Procura unitamente a personale della Stazione Carabinieri di Vibonati e del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano di Vallo della Lucania, sono stati sequestrati due fabbricati con oltre sette unità abitative, situati in località Isca dei Macelli, nella frazione di Policastro Bussentino.

Le indagini, originate da un procedimento penale instaurato a carico del Sindaco pro-tempore del Comune di Santa Marina, dei responsabili dell’Ufficio Tecnico e di alcuni imprenditori per i reati di corruzione, concussione e lottizzazione abusiva, si sono sviluppate attraverso il conferimento di incarico peritale finalizzato all’individuazione delle aree agricole del Comune di Santa Marina che avevano perso il carattere della ruralità in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti. All’esito delle indagini è stata accertata la realizzazione di una sistematica operazione di trasformazione speculativa di un’area di circa 8.100 mq, classificata in “zona agricola E” dal vigente Piano Regolatore Generale, originariamente inedificata, sviluppatasi attraverso un disegno criminoso unitario articolato in tre fasi tra loro inscindibili: il frazionamento catastale della particella originaria in 4 lotti funzionalmente incompatibili con la vocazione agricola dell’area; la loro cessione mediante una serie di atti di compravendita conclusi tra il 2012 e il 2022; la successiva edificazione attraverso permessi di costruire viziati ab origine.

L’operazione si concludeva, nella quasi totalità dei casi, mediante varianti in corso d’opera per cambio di destinazione d’uso da agricola a residenziale, assentite in assenza di qualsivoglia istruttoria sullo stato di fatto delle opere. II risultato è stata la creazione – su suolo agricolo costiero originariamente inedificato – di un agglomerato residenziale privato, che ha comportato un irreversibile consumo di suolo in un’area di elevato pregio ambientale e paesaggistico.

Le indagini hanno consentito di accertare la responsabilità di 7 indagati, tra lottizzatori, progettisti e direttori dei lavori, acquirenti, venditori e responsabili pro-tempore dell’Ufficio Tecnico Comunale preposti al rilascio dei titoli edilizi.

II provvedimento si pone in linea di continuità con il sequestro preventivo già eseguito il 5 giugno 2026 nell’ambito di altro procedimento che, al pari del presente, traeva origine da atti scaturenti dal medesimo incarico peritale. In quella sede, erano stati sottoposti a vincolo 6 fabbricati in corso di costruzione, per oltre 15 unite abitative, ricadenti nella stessa località Isca dei Macelli, su un’area agricola di circa 24.276 mq, per un valore stimato ad opere completate superiore a euro 1.500.000, con 32 indagati.

Complessivamente, le due operazioni hanno interessato 8 fabbricati, oltre 22 unite abitative e una superficie agricola di oltre 32.000 mq, per un valore complessivo superiore a euro 2.100.000.

La responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile.

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