



Studentesse e studenti del liceo Marco Tullio Cicerone di Sala Consilina e del liceo Carlo Pisacane di Padula sono scesi in piazza per protestare contro il caro vita, l’aumento dei prezzi dei carburanti e i costi sempre più elevati legati al diritto allo studio. La mobilitazione, promossa insieme all’Unione degli Studenti, ha portato i giovani a manifestare per richiamare l’attenzione sulle difficoltà economiche che gravano sulle famiglie e sulle nuove generazioni. Dopo aver protestato davanti al liceo Pisacane di Padula, gli studenti hanno raggiunto anche il presidio degli autotrasportatori presente sul territorio di Padula, ancora attivo nonostante la sospensione della mobilitazione in diversi altri punti della provincia. Un gesto di solidarietà che ha unito le rivendicazioni del mondo della scuola a quelle dei lavoratori del trasporto, accomunati dalle preoccupazioni per l’aumento dei costi e per le conseguenze economiche che stanno interessando il territorio. Al centro della protesta, in particolare, il rincaro della benzina, che incide direttamente sulle spese quotidiane delle famiglie e rende più difficili gli spostamenti per raggiungere gli istituti scolastici. «Crediamo che sia importante, in questo clima di mobilitazioni, porre l’accento sul costante aumento della benzina e, di conseguenza, del costo della vita», ha dichiarato Lucrezia D’Ambrosio, studentessa del Pisacane. «Se i canali d’informazione ufficiali scelgono di non accendere i riflettori sulla questione, allora saranno gli studenti e i lavoratori a farlo». Una presa di posizione che evidenzia la volontà dei giovani di partecipare attivamente al dibattito sulle difficoltà economiche e sociali che interessano le comunità locali. A sottolineare le ricadute dei rincari sul mondo dell’istruzione è stato anche Benedetto Bellanza, rappresentante del liceo Marco Tullio Cicerone di Sala Consilina: «Quando il costo della vita aumenta, anche il diritto allo studio viene minato. Materiale scolastico sempre più caro e trasporti inaccessibili non sembrano essere le priorità di questo governo». La protesta ha così messo in evidenza un problema che va oltre il prezzo dei carburanti e riguarda la possibilità, per tutti gli studenti, di frequentare la scuola senza che le difficoltà economiche rappresentino un ostacolo. La partecipazione al presidio degli autotrasportatori ha rappresentato un ulteriore momento di condivisione tra generazioni e categorie diverse, con gli studenti intenzionati a sostenere le ragioni di chi chiede risposte concrete al caro vita. Dal Vallo di Diano arriva, dunque, un segnale di mobilitazione giovanile che intreccia il tema del costo della vita con quello della scuola pubblica, dei trasporti e delle opportunità per il futuro.














