ULTIME NEWS!

venerdì, 23 Ottobre, 2026
Cronaca

Estorsioni agli imprenditori nell’avellinese, quattro indagati per legami con il clan Graziano: tre in carcere e uno ai domiciliari

  Quattro persone sono destinatarie di una nuova ordinanza cautelare nell’ambito di un’inchiesta su presunte estorsioni ai danni di imprenditori impegnati in lavori pubblici nel Vallo di Lauro, in provincia di Avellino. Il provvedimento, eseguito questa mattina dai Carabinieri del Comando provinciale di Avellino, è stato emesso il 21 ottobre 2026 dall’Ufficio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. Tre indagati sono stati raggiunti dalla custodia cautelare in carcere, mentre per il quarto sono stati disposti gli arresti domiciliari. Le contestazioni riguardano diversi episodi di estorsione, tentata e consumata, aggravati, secondo l’ipotesi accusatoria, dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan camorristico Graziano, storicamente attivo nell’area del Vallo di Lauro.

L’ordinanza conferma, sul fronte delle accuse di estorsione, il quadro indiziario già delineato dalla Direzione distrettuale antimafia con il provvedimento di fermo emesso il 30 settembre scorso ed eseguito il 2 ottobre. Una parte degli elementi era già stata valutata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino, che il 3 ottobre aveva adottato una propria ordinanza cautelare. Il nuovo provvedimento tiene conto anche degli ulteriori sviluppi investigativi raccolti dagli inquirenti.

L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Baiano, si è basata su intercettazioni, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, riconoscimenti fotografici e raccolta di testimonianze. Gli accertamenti hanno riguardato una serie di episodi verificatisi tra febbraio e settembre 2026, con imprenditori affidatari di appalti pubblici nel territorio del Vallo di Lauro finiti, secondo l’accusa, nel mirino degli indagati.

Le richieste di denaro sarebbero state formulate in percentuale rispetto al valore degli appalti oppure attraverso la pretesa di versamenti periodici, presentati come un «regalo» o una cosiddetta «messa a posto». Gli imprenditori sarebbero stati minacciati per indurli a pagare e, in caso di rifiuto, avrebbero rischiato ritorsioni violente o di essere costretti ad abbandonare i lavori affidati.

Tra gli episodi approfonditi dagli investigatori figura anche un presunto tentativo di estorsione ai danni di imprenditori impegnati in un importante appalto pubblico a Lauro. Le ulteriori verifiche avrebbero permesso di accertare che una delle vicende inizialmente contestate come tentata estorsione si sarebbe invece concretizzata con la consegna di mille euro a uno degli indagati. La somma sarebbe stata versata come «regalo» per i lavori eseguiti sul territorio.

Per quanto riguarda l’esecuzione delle misure, due dei quattro indagati si trovavano già in carcere e hanno ricevuto la notifica del nuovo provvedimento durante la detenzione. Un terzo era già sottoposto agli arresti domiciliari e ha ricevuto la notifica presso la propria abitazione. Il quarto, che nel frattempo era stato scarcerato in seguito a una decisione del Tribunale del Riesame di Napoli, è stato invece condotto in carcere.

L’inchiesta punta a fare luce sulle presunte pressioni esercitate sugli operatori economici attivi nel Vallo di Lauro e sui possibili collegamenti con il clan Graziano. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: le accuse sono provvisorie e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati