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martedì, 3 Novembre, 2026
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Militari morti in Bosnia, commozione per l’ultimo saluto. A Salerno lutto cittadino per Simone Ruggia

La città di Salerno si ferma per rendere omaggio a Simone Ruggia, il sergente dell’Esercito Italiano originario di Salerno, morto nel tragico incidente aereo avvenuto in Bosnia-Erzegovina. Il Comune ha proclamato il lutto cittadino in concomitanza con i funerali di Stato dei quattro militari italiani deceduti nello schianto di un elicottero durante una missione internazionale. La decisione è stata assunta dal sindaco Vincenzo De Luca attraverso un’apposita ordinanza, con la quale l’Amministrazione comunale ha voluto esprimere il dolore e la vicinanza dell’intera comunità salernitana alla famiglia del militare e a tutte le persone colpite dalla tragedia. Per l’intera giornata è stata disposta l’esposizione delle bandiere a mezz’asta a Palazzo Città e in tutti gli edifici pubblici comunali. Alle esequie solenni Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, è stato presente anche il Gonfalone del Comune di Salerno, simbolo della partecipazione della città al dolore delle famiglie e dell’Esercito Italiano.

Una testimonianza istituzionale che assume un significato particolare per Salerno, città nella quale Simone Ruggia era nato e cresciuto, nel quartiere di Pastena. Il dramma si è consumato nel pomeriggi di giovedì 29 ottobre, nella zona di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina. A precipitare è stato un elicottero CH-47 Chinook dell’Aviazione dell’Esercito Italiano, impegnato nell’ambito della missione europea EUFOR Althea. Il velivolo era impegnato in un’attività addestrativa quando, durante le fasi successive al decollo, è precipitato al suolo. A bordo si trovavano complessivamente 15 persone, tutte italiane. A perdere la vita oltre a Simone Ruggia e il sergente maggiore Claudio Marchesi, entrambi appartenenti all’Aviazione dell’Esercito, insieme al tenente Franco Adriano Zecchillo e al sergente Laura Procacci, in servizio nel Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni, con i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana.

Le bare, avvolte nella bandiera tricolore, sono state accolte da un picchetto d’onore e portate a spalla dai commilitoni.

“Siamo invitati a guardare a loro come seminatori di germogli di pace mediante la promozione degli aiuti umanitari, spinti dal desiderio di promuovere soluzioni per i più fragili e per tenere viva la speranza nelle popolazioni esposte alle aggressioni”. Così Gian Franco Saba, ordinario militare nel corso dell’omelia durante i funerali solenni dei quattro militari morti nell’incidente dell’elicottero in Bosnia. “Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura hanno intuito che dedicare la vita per il sevizio e’ anticipazione del paradiso, vera sapienza – ha sottolineato – hanno intuito che l’amore per l’umanità in certi contesti richiede dedizione per addestrarsi ad operare con prontezza e competenza a beneficio della pace, della custodia tra i popoli, dell’intervento sanitario in possibili situazioni di criticità e di emergenza. Hanno messo a disposizione i loro talenti e competenze”. 

“Dopo un passaggio di tormento in questo mondo ora ci è caro pensare ai nostri fratelli in compagnia dei santi sollevati dalle fatiche della vita, accettare evangelicamente non significa cadere nello smarrimento del dolore, accettare significa chiedere di guardare la vita con lo sguardo di Dio, la vita eterna non comincia solo dopo la morte, in realtà inizia già in questo mondo segnata dalla precarietà delle vicende di questo mondo” ha detto in un passaggio della sua omelia Gian Franco Sala. “Simone, Claudio, Franco Adriano e Claudia hanno intuito che dedicare la vita al servizio è sapienza evangelica, questo orientamento nasce dal cuore di Dio e dall’amore per l’umanità , hanno desiderato cooperare per questo, per una fratellanza universale”, ha aggiunto Sala.

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