“La pazienza della comunità di Santomenna è arrivata al limite”. A ribadirlo con forza è il sindaco del Comune, Michele Di Geronimo, che ha indirizzato un nuovo e severo sollecito ai vertici di Poste Italiane – e per conoscenza al Prefetto di Salerno, Francesco Esposito – per denunciare il perdurare della chiusura dell’ufficio postale locale.
La vicenda ha avuto inizio dallo scorso 16 marzo, quando la sede postale era stata pesantemente danneggiata a causa dell’assalto dinamitardo al bancomat sradicato dai malviventi. Da quel momento, per i cittadini è iniziato un lungo periodo di disagi, aggravato dalla mancanza di risposte certe. Una situazione che sembrava vicina alla svolta quando, lo scorso 7 settembre, Poste Italiane aveva comunicato ufficialmente la data di riapertura, fissata per il 31 ottobre, specificando che eventuali variazioni sarebbero state comunicate.
Tuttavia – da quanto fanno sapere dal Comune – l’ufficio postale continua a rimanere inesorabilmente chiuso, senza che sia pervenuta alcuna comunicazione ufficiale circa nuovi impedimenti o slittamenti. Un silenzio istituzionale che l’amministrazione comunale definisce non più accettabile. Nel documento protocollato il 3 novembre, il primo cittadino ha sottolineato “come la situazione sia ormai insostenibile per una piccola comunità. L’assenza prolungata di un presidio fondamentale per l’erogazione dei servizi postali ricade in modo particolarmente gravoso sulle persone anziane e sulle fasce più deboli della popolazione, costrette a sobbarcarsi oggettive difficoltà per recarsi negli uffici di altri Comuni”.
Alla luce del mancato rispetto degli impegni assunti e dell’assenza di aggiornamenti, il sindaco ha richiesto un intervento urgente affinché Poste Italiane comunichi una data certa per il ripristino del servizio al pubblico. Contestualmente, è stato invocato l’intervento del Prefetto di Salerno, chiedendo “la promozione di un incontro formale alla presenza dei rappresentanti di Poste Italiane per giungere finalmente a una soluzione definitiva e restituire alla cittadinanza un servizio primario e indispensabile”.














