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giovedì, 4 Giugno, 2026
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Ben venga la rimozione della scala della Certosa. Ma si aspetta personale e autonomia

“Abbiamo provveduto a reperire i fondi necessari e a nominare un responsabile che si sta occupando di completare gli adempimenti amministrativi e tecnici propedeutici allo smontaggio la scala: è una nostra priorità”. Sono le parole di Massimo Osanna, direttore generale Musei del Ministero della cultura, in risposta all’ennesimo sollecito di Angelo Paladino, presidente dell’Osservatorio europeo sul paesaggio di Arco Latino, per far rimuovere la “scala dell’obbrobrio” da una fiancata della Certosa di San Lorenzo a Padula. “Vigilerò con attenzione”, ha commentato Paladino. Osanna ha assicurato che “sarà smontata e rimontata soltanto in caso di improrogabili necessità di sicurezza”.

Tuttavia, occorre dirlo, la scala pur se orrenda, non è il problema più grave della Certosa di San Lorenzo, vero gioiello del territorio. Il ministro Gennaro Sangiuliano aveva promesso, nella sua visita prima del caso Boccia, non solo la rimozione della scala ma anche l’autonomia della Certosa. Questo è forse l’aspetto sul quale fare più pressioni. E’ arrivato il referente, è stato nominato il Comitato scientifico ma serve con forza un “manager” che sappia gestire al meglio la Certosa. Che sappia chiedere rinforzi necessari per la Certosa di San Lorenzo. Mancano circa dieci persone per coprire tutti i turni e permettere un’apertura più ampia del monumento e delle celle. In soccorso del personale, in questo momento, arrivano custodi dal museo di Sala Consilina o volontari attraverso due associazioni convenzionate. Troppo poco per un gioiello che deve fare, e lo fa, da traino per il turismo valdianese.

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