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domenica, 19 Aprile, 2026
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Alfiero Crisci: dal Cilento al palco della musica internazionale, il fotografo che racconta emozioni senza parole

Di fronte all’obiettivo, il silenzio parla. E dietro quell’obiettivo c’è spesso lui: Alfiero Crisci, 25 anni, originario di Roscigno, un piccolo paese incastonato nel cuore del Cilento. Uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, ma dove i sogni hanno sempre corso veloce. In un mondo fatto di pixel e scroll infiniti, Alfiero ha scelto la lentezza e la profondità dell’immagine. Ogni suo scatto è un frammento d’anima, un respiro rubato al tempo. La sua è una fotografia che non si limita a mostrare: parla, racconta, emoziona. E il suo viaggio parte da lontano, tra i vicoli silenziosi e i paesaggi mozzafiato di Roscigno, dove da bambino giocava con le ombre e la luce nello studio fotografico di famiglia.

“La fotografia è sempre stata in casa nostra – racconta Alfiero – ma a un certo punto ho capito che non volevo solo continuare una tradizione. Volevo farla mia, darle un senso nuovo.” Quel senso lo ha trovato nei volti, nei palchi, nei backstage della musica, dove l’arte si muove e si consuma in pochi istanti. Alfiero, invece, la cattura e la rende eterna.

La sua carriera ha una svolta imprevista quando entra in contatto con TY1, tra i più famosi e talentuosi dj della scena Hip Hop italiana. È l’inizio di una collaborazione e di un’amicizia che lo porterà nel cuore della musica italiana, accompagnando TY1 durante i suoi tour e condividendo con lui palchi, strade e sogni. Ma non è solo la vicinanza ai grandi artisti a definire la sua traiettoria: è la capacità di raccontare quell’energia, quella tensione viva che precede ogni esibizione e che esplode negli occhi di chi sta sotto il palco.

Eppure, Alfiero sente che il suo cammino deve andare oltre. Così, con il coraggio e l’incoscienza di chi crede davvero nei sogni, parte per Londra. Nella capitale inglese, però, la fotografia sembra allontanarsi: lavora come cameriere in un ristorante italiano, e il sogno resta chiuso nel cassetto. Finché arriva la pandemia.

In un mondo fermo, Alfiero sceglie di muoversi. Comincia a scrivere a rapper stranieri, uno dopo l’altro, presentandosi, proponendosi, raccontando la sua passione. È un messaggio semplice, diretto, senza filtri. E un giorno, tra tanti silenzi, arriva una risposta: “Ok Bro”. Firmato: Krept, famoso rapper inglese. Da lì, la porta si apre. Alfiero diventa un nome che conta nella scena musicale londinese. I rapper italiani nel mondo londinese – da Gue a Lazza, passando per Rocco Hunt, Capoplaza e tanti altri – vogliono lui dietro l’obiettivo.

“Ogni volta che mi trovavo sotto il palco, vedevo la mia vita da spettatore. Poi scattavo, e tornavo protagonista.” Tornato in Italia, Alfiero, anche grazie a TY1 incontra Clementino e dopo i primi scatti fatti ai suoi concerti. E’ subito sintonia, tant’è che il noto rapper italiano sceglie proprio una foto dI Alfiero per la locandina del suo tour. “Clementino è una persona speciale, ha un’umiltà rara. Fotografarlo non è solo lavoro, è condivisione, è arte fatta insieme, spero di non smettere mai di collaborare con lui e con il suo meraviglioso staff.”

Oggi Alfiero è più che un fotografo: è un narratore visivo. I suoi scatti non sono semplici immagini, sono storie sospese. Ma il suo sguardo resta quello di un ragazzo che non ha mai dimenticato da dove viene. E ogni volta che torna a Roscigno, ogni volta che immortala quei tramonti silenziosi, si ricorda perché ha iniziato.

Perché in fondo, come dice spesso lui, “la fotografia è l’unico modo che ho per fermare il tempo e dare voce a ciò che non riesce a parlare.

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