Certosa Village è la storia vera, e anche un po’ eroicomica, di quattro giovani padulesi Luca Paladino, Gianluca Vegliante, Tony Anania e Settimio Rienzo e di come un bel giorno hanno pensato di valorizzare uno spazio, già di per sé con un potenziale altissimo, e trasformarlo in un faro culturale capace di attrarre visitatori di ogni età e da ogni paese.

Così, tra le mura della Certosa più grande d’Italia, l’antico e solenne silenzio si è convertito in una festa collettiva. Certosa Village- nell’immaginario dei promotori-significa abitare il cenobio eremitico padulese in ogni suo angolo, attraverso musica, arte, teatro, cibo e artigianato, con spiritualità e con ardore, con riflessione e con leggerezza, comunque si voglia purché lo si faccia insieme, comunitariamente.

Certosa Village è nato nella mente di questi moderni Don Chisciotte come una quattro giorni di festival animati da uno spirito fresco e coinvolgente, con un cartellone ricco di eventi culturali, concerti e performance artistiche per combattere contro i giganti dell’appiattimento e dell’apatia che troppo spesso caratterizzano il territorio. La manifestazione è stata realizzata come una passeggiata diffusa, coinvolgendo luoghi di incredibile bellezza naturale come i chiostri antichissimi della Certosa e punti di interesse storici, monumentali e archeologici con dibatti e workshop, ma anche lo Spazio Monaci Digitali, un coraggioso connubio tra passato e presente rallegrato dallo spirito d’iniziativa di tanti amici che hanno promosso attività di esperienza virtuale, laboratori di lavorazione della pietra antica, una giornata interamente dedicata al benessere fisico e mentale; l’Area Spezieria, infine, ha accolto proposte enogastronomiche variegate con un richiamo alla tradizione, un palco libero a completa disposizione di cantanti, musicisti e band emergenti e della loro arte.

Certosa Village si presenta dunque come tentativo di ricercare una nuova funzione per i borghi come Padula, al fine di superare gli stereotipi e arrivare a definire un nuovo e diverso modo di viverli, in un essenziale equilibrio tra senso di appartenenza e apertura al mondo. La manifestazione diffusa si è trasformata in una festa di tutti, aperta alle contaminazioni tra generi e discipline, in un villaggio del saper stare insieme e della fusione di cibo e musica, parole ed espressioni artistiche innovative.

È questa la sfida che ha mosso Luca, Gianluca, Tony e Settimio e, a guardare dai numeri, sembra sia stata recepita: oltre 10000 persone hanno varcato l’ingresso della Certosa durante il Village, chi per una birra, chi per un torneo di giochi, chi per assistere allo spettacolo in arena, chi dal Vallo di Diano, chi da Roma, tutti sicuramente affascinati da questo luogo senza tempo che ha ancora tantissimo da dire.

«Certosa Village è una possibilità, una scelta di vivere diversamente il nostro territorio usufruendo di uno spazio unico che tutti ci invidiano- ha dichiarato Tony Anania- è una dimostrazione che non bisogna scappare nelle grandi città per avere un’adeguata proposta culturale; è una speranza che altri rapporti sociali siano possibili». «Abbiamo fatto tanto e siamo orgogliosi dei risultati ottenuti in questa prima edizione, soprattutto in termini di ricaduta positiva sullo sviluppo sociale ed economico del territorio- continua Settimio Rienzo- siamo già al lavoro per il prossimo Certosa Village, consapevoli che si può migliorare su tanti aspetti con l’aiuto e il sostegno di tutti».















