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venerdì, 12 Giugno, 2026
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Roscigno-Monte Pruno, riparte la campagna di scavo 2026: nuova luce su uno dei tesori dell’entroterra campano

Sono ufficialmente riprese le attività della campagna di scavo archeologico 2026 presso il sito indigeno di Monte Pruno, nel territorio del Comune di Roscigno. Un appuntamento di grande rilievo per uno dei più importanti contesti archeologici dell’entroterra campano.

Frequentato a partire dal VII secolo a.C., il sito occupa una posizione strategica tra il Vallo di Diano e la piana che conduceva verso l’antica città greca di Paestum (Poseidonia). Il momento di massimo splendore si registra in età lucana, quando l’insediamento fu dotato di un’imponente cinta muraria difensiva, testimonianza del ruolo centrale rivestito nel mondo antico.

Le indagini condotte nel corso degli anni hanno restituito importanti evidenze, tra cui diversi nuclei di necropoli. Tra i ritrovamenti più celebri spicca la cosiddetta “tomba principesca”, scoperta nel 1938 e databile alla fine del V secolo a.C., che ha contribuito in maniera determinante alla conoscenza delle élite lucane e delle dinamiche culturali dell’epoca.

Le attività di ricerca si svolgono nell’ambito di una concessione di scavo tra il Ministero della Cultura e il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e rientrano in un più ampio programma di indagine volto ad approfondire l’organizzazione urbanistica dell’antico abitato e le trasformazioni che ne hanno segnato lo sviluppo nel corso dei secoli.

Sul campo sarà impegnata un’équipe composta da dottorandi, studenti e studentesse dell’Università Federico II, a conferma del ruolo dello scavo come luogo privilegiato di formazione e alta qualificazione scientifica per le nuove generazioni di ricercatori.

Il progetto nasce dalla sinergia tra istituzioni ed enti del territorio: la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino, il Comune di Roscigno, la Banca Monte Pruno, la Comunità Montana degli Alburni e il sindaco Pino Palmieri, il cui sostegno ha reso possibile l’avvio delle attività, confermando una sensibilità condivisa verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico.

La nuova campagna di scavo rappresenta così un ulteriore passo avanti nella riscoperta delle radici storiche del territorio, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Roscigno-Monte Pruno come punto di riferimento per la ricerca archeologica e per il turismo culturale della Campania interna.

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