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giovedì, 11 Giugno, 2026
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Picchiano un giovane a Sant’Arcangelo per rapinarlo: 5 arresti

Nella giornata di ieri, a Sant’Arcangelo e in altri comuni, personale dei Carabinieri della Compagnia di Senise ha dato a un provvedimento applicativo degli arresti domiciliari, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lagonegro su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di cinque persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata, lesioni personali e atti persecutori.

L’attività investigativa, condotta con tempestività dai militari della Stazione Carabinieri di Sant’Arcangelo e del N.O.R. presso la Compagnia Carabinieri di Senise sotto la direzione ed il coordinamento della Procura della Repubblica di Lagonegro, ha avuto origine da una richiesta di assistenza formulata nello scorso mese di maggio da un giovane del luogo. La vittima aveva riferito di essere stata bloccata sulla pubblica via da un conoscente il quale pretendeva con insistenza la dazione di una somma di denaro. Al rifiuto del giovane, il richiedente ha dato luogo ad atti di minaccia e violenza, conseguendo il supporto di altri quattro individui. Gli aggressori, agendo con il volto travisato e provvisti di manganelli, hanno percosso violentemente la vittima, cagionandogli lesioni e sottraendole diversi effetti personali.

L’episodio si colloca in un contesto reiterati comportamenti intimidatori e vessatori posti in essere da taluni indagati nei confronti della vittima, rivolti a “punire” il giovane per aver sporto, in precedenza, denuncia per altri fatti di rapina in proprio danno verificatisi un anno fa.  Le indagini dei militari dell’Arma, coordinate dall’Autorità Giudiziaria inquirente di Lagonegro, hanno permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati nonché di ravvisare la sussistenza del pericolo di reiterazione dei reati. Il quadro così cristallizzato ha consentito alla Procura della Repubblica di Lagonegro di richiedere e ottenere i provvedimenti restrittivi, interrompendo una pericolosa situazione di sopraffazione in pregiudizio della vittima. 


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