L’emergenza climatica entra con forza nell’agenda della sicurezza sul lavoro. Di fronte all’intensificarsi delle ondate di calore e alle conseguenze sempre più evidente sulle condizioni operative di migliaia di addetti, la CGIL Salerno ha formalmente richiesto alla Prefettura l’attivazione di un tavolo istituzionale permanente dedicato alla prevenzione del rischio da stress termico.

L’iniziativa, indirizzata al prefetto Francesco Esposito, punta a promuovere un confronto tra istituzioni, enti di controllo, organizzazioni sindacali e rappresentanze datoriali per affrontare una problematica che, secondo il sindacato, assume ormai carattere strutturale e non più emergenziale.
L’innalzamento delle temperature medie e la crescente frequenza di fenomeni meteorologici estremi stanno infatti modificando profondamente l’organizzazione del lavoro in numerosi comparti produttivi e nei servizi pubblici essenziali. Una condizione che espone in misura crescente lavoratrici e lavoratori a rischi per la salute, soprattutto nei contesti operativi svolti all’aperto o in ambienti particolarmente soggetti all’accumulo di calore. Tra le categorie maggiormente interessate figurano gli addetti all’edilizia e delle infrastrutture, i lavoratori agricoli, gli operatori della logistica e del comparto portuale, i rider, il personale dell’igiene urbana, gli addetti alla manutenzione di reti e impianti, oltre agli operatori dei servizi pubblici e agli agenti della Polizia Municipale.
“La crisi climatica non è più un fenomeno da osservare in prospettiva, ma una realtà che incide quotidianamente sull’attività lavorativa”, sottolinea il segretario generale della CGIL Salerno, Antonio Apadula. “Le temperature sempre più elevate e gli eventi estremi stanno determinando condizioni di rischio che richiedono strumenti adeguati di prevenzione e protezione”.
Nella richiesta trasmessa alla Prefettura, il sindacato propone il coinvolgimento delle amministrazioni locali, dell’ASL, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, dell’INAIL e delle parti sociali, con l’obiettivo di costruire un sistema condiviso di monitoraggio e intervento. Al centro della proposta vi è l’elaborazione di un Protocollo provinciale intersettoriale dedicato alla gestione del rischio termico. Il documento dovrebbe individuare procedure uniformi per tutti i comparti maggiormente esposti, prevedendo misure quali la riorganizzazione degli orari nelle fasce più critiche della giornata, la sospensione temporanea delle attività in presenza di condizioni climatiche particolarmente severe, l’introduzione di pause aggiuntive per il recupero fisiologico, la predisposizione di aree ombreggiate e punti di ristoro, nonché il potenziamento delle attività formative e dei controlli.
Per la CGIL, il diritto alla salute e alla sicurezza rappresenta un principio inderogabile che deve orientare ogni scelta organizzativa. “Nessuna esigenza produttiva può prevalere sulla tutela dell’integrità fisica delle persone che lavorano”, ribadisce Apadula, richiamando la necessità di un approccio preventivo e condiviso. La provincia di Salerno, caratterizzata da una forte presenza di attività agricole, logistiche, portuali, turistiche e manifatturiere, viene indicata come uno dei territori in cui il fenomeno potrebbe manifestare con maggiore intensità i propri effetti nei prossimi mesi. Da qui l’appello a una collaborazione istituzionale ampia e strutturata, capace di anticipare le criticità e di definire strumenti efficaci per la protezione dei lavoratori. “La prevenzione – conclude il segretario generale della CGIL Salerno – rappresenta oggi la risposta più efficace a una sfida che coinvolge non solo il sistema produttivo, ma l’intera collettività”.













