In un contesto dove il rispetto dovrebbe essere un imperativo morale, la mancanza di civiltà si fa spazio anche tra le tombe. I cimiteri, infatti luoghi di raccoglimento e memoria, dovrebbero essere spazi sacri dove i propri cari riposano in pace e dove, nel silenzio, si rende omaggio alla loro presenza. Eppure, anche in questi contesti di intimo rispetto, si consumano episodi che lasciano sconcertati.

A Sassano, da tempo, numerosi cittadini hanno sollevato una denuncia riguardo a un fenomeno inquietante: la crescente mancanza di rispetto nei confronti di chi non c’è più. Le segnalazioni provengono da famiglie che, recandosi al cimitero comunale, si trovano di fronte a lapidi spoglie, prive di quei segni tangibili di affetto come fiori, lumini e vasi. Ma la situazione è ancora più grave: persino strumenti di uso quotidiano, come scope, stracci e annaffiatoi utilizzati per la cura delle tombe, vengono sottratti.
Questa realtà ha trasformato la visita al cimitero in un vero e proprio pellegrinaggio tra loculi e tombe nel disperato tentativo di ritrovare ciò che è stato portato via. L’indignazione dei cittadini è palpabile; molti si chiedono come sia possibile che in luoghi così sacri si possano consumare atti così ignobili.
La livella di Totò, nel suo celebre monologo, ci ricorda che la morte è l’unico grande livellatore dell’esistenza umana, eppure in questa epoca di inciviltà si dimentica il valore di quel messaggio.














