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venerdì, 16 Gennaio, 2026
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Rosa Volpe nominata dal Csm procuratore generale di Salerno: portò a termine il caso Claps

Il magistrato Rosa Volpe è stata nominata procuratore generale di Salerno, un ruolo vacante dopo il pensionamento di Leonida Primicerio. Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha votato per lei, con un esito che segna un momento storico: è la prima donna a occupare questo prestigioso incarico a Salerno.

La carriera di Rosa Volpe è caratterizzata da un’illustre esperienza e da un acume investigativo che l’ha contraddistinta negli anni trascorsi presso la procura di Napoli.

Quale vicario e coordinatrice della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli, ha svolto un ruolo cruciale in momenti critici, gestendo l’ufficio anche dopo la nomina del collega Giovanni Melillo a capo della Direzione Nazionale Antimafia, fino all’arrivo di Nicola Gratteri.

Uno degli esempi più significativi della sua determinazione è stato il caso dell’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Vallo della Lucania. Dopo un iniziale intoppo nelle indagini, Rosa Volpe ha preso in mano il fascicolo, recandosi addirittura in Sud America per interrogare l’unico indagato, il brasiliano Bruno Humberto Damiani, riuscendo così a dipanare le complessità del caso.

Da sostituto procuratore a Salerno, portò a termine il caso di Elisa Claps, la studentessa sedicenne di Potenza scomparsa nel 1993. I suoi resti mummificati furono rinvenuti il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità nel capoluogo lucano. Questa indagine fu condotta con determinazione, con l’obiettivo di fare chiarezza e ottenere giustizia per una vittima di femminicidio.

Insieme al collega Luigi D’Alessio, fu il primo magistrato ad accedere al sottotetto della Cattedrale di Potenza per raccogliere tutti i dati necessari a incastrare definitivamente Danilo Restivo, chiedendo la sua estradizione dall’Inghilterra per farlo rispondere delle sue responsabilità di assassino. Dopo anni di silenzio e misteri, ottenne la condanna a trent’anni di carcere per Restivo.

Ma l’impegno di Rosa Volpe non si è limitato ai casi di omicidio: è stata anche al centro di inchieste riguardanti la pratica degli “aborti d’oro”, smantellando una rete di medici che operavano al di fuori della legge, e ha preso parte attiva in operazioni che hanno interrotto la guerra di camorra tra i gruppi Stellato e quelli di via Irno, portando alla luce attività di racket e traffico di droga.

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