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giovedì, 23 Aprile, 2026
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Il carcere di Sala Consilina non verrà riaperto. Respinto il ricorso del Comune

Resterà abbandonato nel ricordo di quello che fu il carcere di Sala Consilina. Il Consiglio di Stato non ha accolto  l’appello che il Comune aveva presentato per chiederne la riapertura. La vicenda va avanti da nove anni. Nel 2015 l’iniziale provvedimento di soppressione della casa circondariale ad opera del Ministero della Giustizia, atto conseguenziale alla chiusura del Tribunale, e l’avvio della battaglia del Comune e anche dell’Ordine degli Avvocati, dapprima con un ricorso al Tar, parzialmente accolto, e poi con l’appello al Consiglio di Stato che delle otto motivazioni addotte dall’amministrazione comunale per chiedere la riapertura della struttura ne aveva ritenuta valida solo una, ossia il mancato coinvolgimento del Comune nella decisione. Già in quella sentenza emergevano le limitate possibilità per il carcere salese, visto che i giudici non riconoscevano la violazione del diritto di territorialità e definivano il penitenziario insoddisfacente sul fronte della sicurezza, troppo piccolo e costoso per essere conveniente.  Nel 2020 comunque venne riavviata la procedura sul carcere con il coinvolgimento del Comune e partì una nuova battaglia legale, persa al Tar nel 2021 e ora anche nell’ultimo step al Consiglio di Stato. I giudici di Palazzo Spada non hanno accolto le doglianze del Comune che aveva puntato su disparità di trattamento, carenza di istruttoria  e sull’esistenza di un progetto di adeguamento dell’edificio.

La casa circondariale resta chiusa e anche nel limbo di chi è che ora dovrà occuparsi dell’edificio tra Demanio e Ministero.

1 Commento

  1. Antonio Fusco says:

    ….ma almeno che venga utilizzato per ospitare qualcuno degli oramai pochissimi uffici pubblici rimasti per i quali si spendono milioni per ingrassare gli amici degli amici e gli elettori di ogni amministrazione succedutasi negli ultimi cinquanta anni.

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