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mercoledì, 12 Agosto, 2026
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Omicidio Nowak: si cerca il movente. Mancano 30mila euro

Resta ancora un mistero però il motivo che avrebbe spinto Kai Dausel a uccidere e bruciare parzialmente il corpo della compagna Silvia Nowak. È noto che negli ultimi tempi la relazione tra i due non fosse più serena. E gli investigatori non escludono neppure possibili questioni economiche alla base del delitto: nella casa sono stati trovati 6mila euro in contanti, poi restituiti a Kai, mentre sembra manchino all’appello altri 30mila euro.

Per ora, la Procura di Vallo della Lucania, diretta dal procuratore capo facente funzioni Antonio Cantarella, parla di un «atto d’impeto». I due si sarebbero dati appuntamento in pineta, alle spalle della villetta in cui vivevano, dove poi la donna sarebbe stata uccisa dal compagno e semi-carbonizzata. A confermarlo un audio in cui si sente chiaramente una breve conversazione tra Silvia, in strada con un guinzaglio e una ciotola, e il compagno che le risponde di vedersi in pineta, probabilmente per occuparsi di un cane. Ma cosa è successo negli istanti successivi?

Secondo la tesi della Procura vallese, che ha coordinato le indagini eseguite dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Agropoli e della stazione di Santa Maria di Castellabate, i fatti si sono consumati tra le 16 e le 17.30 del 15 ottobre, giorno in cui Silvia sparisce per poi essere ritrovata senza vita dopo tre giorni. In quel breve arco di tempo, l’uomo avrebbe raggiunto Silvia nella pineta attraverso un cancello pedonale della villetta, uccidendola e successivamente bruciando il cadavere. Le immagini delle telecamere di un vicino mostrano l’uomo uscire dalla villetta due volte, senza però farvi ritorno.

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