Oggi, 10 febbraio 2025, ricorre l’80° anniversario della morte di Giovanni Palatucci,
medaglia d’oro al merito civile, martire della Polizia di Stato. Era nato a Montella, in
provincia di Avellino, nel maggio 1909. Quando fu arrestato dalle SS, il 13
settembre 1944, era reggente della Questura di Fiume, città delle Alpi Giulie, nel
golfo del Quarnaro, oggi in territorio croato. Internato nel campo di concentramento
di Dachau, morì di stenti il 10 febbraio 1945, 78 giorni prima della liberazione del
campo. Durante la sua permanenza a Fiume aveva salvato numerosi ebrei dallo
sterminio. Lo Stato italiano ha conferito a Palatucci nel 1995 la medaglia d’oro al
merito civile con questa motivazione:
«Funzionario di Polizia, reggente la Questura di Fiume, si prodigava in aiuto di
migliaia di ebrei e di cittadini perseguitati, riuscendo ad impedirne l’arresto e la
deportazione. Fedele all’impegno assunto e pur consapevole dei gravissimi rischi
personali continuava, malgrado l’occupazione tedesca e le incalzanti incursioni dei
partigiani slavi, la propria opera di dirigente, di patriota e di cristiano, fino all’arresto
da parte della Gestapo e alla sua deportazione in un campo di sterminio, dove
sacrificava la giovane vita».





Nel 1990 lo Yad Vashem di Gerusalemme, il Memoriale ufficiale di Israele delle
vittime ebree dell’Olocausto, ha insignito Palatucci del riconoscimento di “Giusto tra
le nazioni”.
Beatificato dalla Chiesa cattolica, è stato proclamato nel 2004 “Servo di Dio”.
I nobili intenti che animavano la sua personalità e la sua ricca spiritualità di uomo e
poliziotto sono sublimati in una frase che racchiude tutta la grandezza del suo animo
e che è passata alla storia con lui: «Vogliono farci credere che il cuore sia solo un
muscolo e ci vogliono impedire di fare quello che il cuore e la nostra religione ci
dettano ».
Per celebrare l’eroico sacrificio di cui si rese protagonista si è tenuta una cerimonia
nell’ex Convento dei Cappuccini di Campagna (SA), città che può vantare un legame
speciale con la figura del Funzionario di Polizia. L’evento, realizzato in
collaborazione con il Sindaco e l’Amministrazione comunale, con il Centro Studi
Giovanni Palatucci, attivo in quel Comune, si è svolto alla presenza delle autorità
civili e religiose e degli esponenti delle Istituzioni più rappresentative del territorio.
L’iniziativa ha avuto il patrocinio dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato.
Una pattuglia ippomontata proveniente dal Reparto a Cavallo di Napoli ha dato
risalto all’evento.
Gli interventi del Questore, dott. Giancarlo Conticchio, del Prefetto, dott. Francesco
Esposito e del Sindaco, prof. Biagio Luongo, hanno messo in risalto, con accenti
commossi, la figura di Giovanni Palatucci, ricordando il contesto storico e gli ideali in
cui fermamente credeva e ai quali restò fedele fino al sacrificio finale.
Di grande rilievo è stata anche l’inaugurazione all’interno dell’ex convento della
mostra permanente delle uniformi storiche della Polizia di Stato, splendida iniziativa
fortemente voluta dal Presidente della Sezione ANPS di Campagna, Cav. Vito
Maglio.
Il Questore, dott. Giancarlo Conticchio, ha chiesto di osservare un minuto di silenzio
per onorare la figura di Giovanni Palatucci e ha voluto anche ricordare i due
carabinieri, Francesco Pastore e Francesco Ferraro, morti a Campagna nel tragico
incedente stradale del 6 aprile 2024.














