
Con una nota pubblicata dalla Regione Basilicata, il Vice Presidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, si è espresso in merito all’approvazione dell’emendamento all’articolo 1 della PDL 59/2025 in materia di rifiuti: “Esprimo soddisfazione per l’approvazione, nel corso della seduta di ieri del Consiglio Regionale della Basilicata, dell’emendamento all’articolo 1 della PDL 59/2025 in materia di rifiuti, nell’ultima formulazione proposta dal Consigliere Polese, che recepisce in gran parte il contenuto dell’emendamento a mia firma presentato nei giorni scorsi durante l’esame in Commissione Consiliare”.
Durante la seduta consiliare di ieri è stata approvata la proposta di legge recante Disposizioni di integrazioni e manutenzioni del sistema normativo regionale per porre un freno allo “sviluppo selvaggio degli impianti di trattamento dei rifiuti” e garantire il coinvolgimento dei comuni nell’iter decisionale.
“Grazie al nostro intervento – ha sottolineato Chiorazzo – è stato introdotto un meccanismo di coinvolgimento diretto e di premialità per quei Comuni che, attraverso deliberazione consiliare, si dichiarano preventivamente disponibili ad ospitare nuovi impianti di trattamento finalizzati al recupero e al riciclo dei rifiuti e non vengono superati i criteri localizzativi previsti dalle normative vigenti. Un risultato importante, che corregge l’impostazione iniziale del testo normativo, il quale prevedeva una deroga totale ai criteri localizzativi vigenti e nessun coinvolgimento delle amministrazioni comunali”.
Chiorazzo afferma :”Occorre evitare che si costruisca un apparato normativo regionale che consenta uno sviluppo selvaggio degli impianti di trattamento dei rifiuti, fenomeno che sta già creando criticità rilevanti, come dimostrato dalle problematiche odorigene registrate nell’area industriale di Tito. È quindi ragionevole consentire uno sviluppo armonico e sostenibile di tali impianti, purché si rispettino rigorosamente i criteri di localizzazione, necessari per garantire una corretta integrazione nei contesti territoriali e la tutela della qualità della vita delle comunità locali”.
La necessità e l’urgenza è nata per “rivedere una proposta che, nella sua prima formulazione, avrebbe potuto esporre la Regione a rischi sia sul piano giuridico che su quello della tenuta territoriale e ambientale”.
“Oggi abbiamo reso – ha concluso Chiorazzo – il provvedimento più equilibrato, più rispettoso delle prerogative delle comunità locali e più solido anche dal punto di vista costituzionale, rafforzando i principi di tutela ambientale e di partecipazione democratica sanciti dalla Costituzione, convinti come siamo che la promozione di nuovi modelli di economia circolare e sviluppo sostenibile passa imprescindibilmente dal rispetto dei territori e dal pieno coinvolgimento delle istituzioni locali”.














