Una pagina intensa di fede, tradizione e rinnovata spiritualità è stata scritta a Padula, dove la statua della Beata Vergine Maria del Monte Romito è stata riportata a spalla al Santuario, come non accadeva da oltre cinquant’anni. Un gesto dal forte valore simbolico che ha richiamato centinaia di fedeli, trasformando il tradizionale pellegrinaggio mariano in un evento straordinario per la comunità locale.



Il percorso, lungo e impegnativo, si è snodato tra sentieri montani e antiche mulattiere, in un cammino scandito da preghiere, canti e momenti di riflessione. A rendere ancora più solenne l’occasione, la presenza del Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Mons. Antonio De Luca, e del parroco di Padula Don Giuseppe Radesca, che hanno accompagnato i pellegrini offrendo parole di conforto, guida spirituale e speranza lungo tutto il tragitto.

Quest’anno, il pellegrinaggio ha assunto un significato particolarmente intenso non solo per il ritorno alla tradizione del trasporto a spalla della statua mariana, ma anche perché ha segnato la riapertura al culto del Santuario della Madonna del Monte Romito, oggetto di recenti lavori di ristrutturazione. Gli interventi hanno interessato la cappella, il campanile e l’area circostante, restituendo al luogo sacro decoro, sicurezza e bellezza. Un momento di festa e di rinascita spirituale per tutta la comunità padulese, che ha potuto rivedere finalmente il suo Santuario splendere nella sua autenticità.
L’iniziativa è stata organizzata con grande cura dal Comitato della Beata Vergine del Monte Romito, in sinergia con le Dame e i Marunnari, storiche figure devozionali che da generazioni custodiscono il culto locale. Di grande importanza è stata anche la partecipazione attiva dei giovani, che con entusiasmo e devozione hanno preso parte al pellegrinaggio, contribuendo a rinsaldare il legame tra passato e futuro.




La giornata si è conclusa con un pranzo comunitario preparato dai volontari e dai sostenitori del Santuario, momento di condivisione semplice e autentico che ha rafforzato il senso di appartenenza e il valore dell’incontro tra le persone.
Questo evento si inserisce a pieno titolo nel più ampio progetto Padula Sacra, nato nel 2016 con l’obiettivo di unire e valorizzare le risorse ecclesiali del territorio — sia materiali che immateriali — di una città che, oltre alla celebre Certosa di San Lorenzo, custodisce un patrimonio artistico, storico e spirituale di straordinaria ricchezza.
Padula, nota a livello internazionale per la sua Certosa fondata nel 1306 da Tommaso Sanseverino e patrimonio UNESCO, è infatti un luogo dove la pietra e lo spirito si fondono: dalle chiese alle edicole votive, dalle statue alle strade antiche, ogni angolo racconta oltre mille anni di vita che affondano le radici nella città romana di Cosilinum.
Il progetto “Padula Sacra” si propone di valorizzare alcuni luoghi fondamentali della spiritualità padulese, come la Certosa di San Lorenzo, già al centro delle attenzioni del Polo Museale di Napoli, il Santuario rupestre di San Michele alle Grottelle, che custodisce la secolare devozione per l’Arcangelo Michele, e la Chiesa Madre di San Michele Arcangelo, simbolo della consacrazione della città al suo santo patrono sin dall’anno 916. Attraverso “Padula Sacra”, questi siti vengono messi in connessione per trasmettere non solo alle nuove generazioni, ma anche ai tanti turisti che ogni anno visitano la Certosa, la straordinaria ricchezza architettonica, storica e spirituale di Padula. In questo contesto, il pellegrinaggio al Santuario del Monte Romito non è soltanto un gesto di fede, ma diventa parte integrante di un più ampio percorso di riscoperta e promozione dell’identità religiosa e culturale del territorio.
Una tradizione che continua a parlare al cuore, una comunità che cammina insieme, e una fede che si rinnova: Padula, ancora una volta, ha saputo riscoprirsi nella luce della sua storia e della sua devozione.
Per scoprire di più, visita il sito ufficiale di Padula Sacra: https://padulasacra.it/it/il-progetto/













