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sabato, 14 Marzo, 2026
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Chiudono i Punti Nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese: la Regione Campania attua la riorganizzazione prevista dal Ministero

 
La Giunta Regionale della Campania, con la Deliberazione n. 418 del 23 giugno 2025, ha ufficializzato la chiusura dei Punti Nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese. La decisione è stata assunta nell’ambito del processo di riordino ed efficientamento della rete regionale per l’assistenza materno-neonatale, in attuazione delle prescrizioni del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia, e come parte integrante del percorso per l’uscita dal Piano di Rientro sanitario.

I tre Punti Nascita, secondo quanto rilevato dai dati SDO (Scheda Dimissione Ospedaliera) del 2024, non hanno raggiunto il minimo di 500 parti/anno per tre anni consecutivi. In particolare: a Piedimonte Matese si sono registrati 162 parti nel 2024; a Sessa Aurunca, 176 parti nel 2024 e all’ospedale “Immacolata” di Sapri  188 parti nel 2024

Oltre al numero di nascite, la decisione è stata adottata anche “ anche alla luce dell’assenza di condizioni oro-geografiche di disagio che avrebbero potuto giustificare una deroga”.

La decisione arriva dopo anni di interlocuzioni tra Regione e Ministeri competenti. Già nel 2016, la Regione aveva chiesto una deroga alla chiusura per i tre punti nascita, evidenziando le criticità territoriali e i tempi di percorrenza verso gli ospedali alternativi. Tuttavia, il Comitato Percorso Nascita nazionale ha sempre espresso parere negativo alla richiesta, giudicando non sussistenti i requisiti minimi per il mantenimento delle strutture.

La Regione Campania ha dato mandato alle ASL di Salerno e Caserta di completare entro il 30 giugno 2025 il percorso di cessazione dell’attività dei tre Punti Nascita. In parallelo, si prevede: il mantenimento della guardia attiva h24 di ginecologi per la gestione delle emergenze ostetriche l’elaborazione di nuove proposte programmatiche per garantire la continuità dell’assistenza ostetrica e neonatale sul territorio.

Il piano adottato segue il modello sanitario “Hub & Spoke”, che mira a centralizzare i servizi in presidi più attrezzati e con volumi sufficienti di attività, garantendo qualità e sicurezza nell’assistenza al parto. L’obiettivo è ridurre il rischio clinico e assicurare la presenza di personale specializzato e tecnologie adeguate.

La chiusura dei Punti Nascita ha sollevato forti preoccupazioni nei territori interessati, soprattutto tra i cittadini e i sindaci dei Comuni coinvolti, che temono un ulteriore impoverimento dell’offerta sanitaria locale.  I sindaci ed i comitati di difesa dei punti nascita hanno già annunciato un ricorso al Tar. Scongiurata anche per questa volta la chiusura del punto nascita all’ospedale di Polla, servizio anch’esso da anni in pericolo. Lo stesso De Luca, in una delle ultime dirette aveva comunicato la buona notizia per il presidio sanitario valdianese, al quale si era riconosciuta la collocazione in un territorio geograficamente strategico.

In merito è intervenuto anche il Consigliere Regionale, Michele Cammarano: “Il Ministero della Salute ha negato la deroga per Sapri, ritenendo che non vi siano condizioni di disagio orogeografico. Una valutazione che non condividiamo, perché non tiene conto delle reali difficoltà di collegamento con gli ospedali alternativi. Il Cilento subisce da anni un progressivo depauperamento dei servizi essenziali, sanitari in primis. Questa decisione è solo l’ultimo tassello di un abbandono istituzionale che denuncio da tempo. La salute e il diritto alla maternità devono essere difesi con forza, soprattutto nei territori più fragili. Per questo chiedo un confronto immediato con il Ministero della Salute, Regione Campania e ASL di Salerno. Il Movimento 5 Stelle sarà al fianco dei cittadini, del Comitato per la salvaguardia dell’ospedale e del personale sanitario per evitare che si compia l’ennesimo atto di abbandono istituzionale ai danni delle aree interne”.

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