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venerdì, 1 Maggio, 2026
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Aumentano i casi di West Nile in Campania. De Luca: “Situazione sotto controllo”

Aumentano i casi di febbre da virus West Nile in Italia. Dopo il decesso di una donna di 82 anni a Latina, dall’Istituto superiore di sanità è arrivata la conferma di ulteriori contagi. In Campania sono stati segnalati 9 casi e per questo motivo l’attenzione sulle misure di prevenzione resta alta. Lo scenario attuale ha spinto la Regione ad emanare una circolare a tutte le Asl per alzare il livello di allerta dei Servizi di epidemiologia e prevenzione (coinvolgendo anche veterinari e medici e pediatri di famiglia). Palazzo Santa Lucia, inoltre, ha varato un Piano di intensificazione della sorveglianza e monitoraggio del fenomeno. Dei contagiati dal virus West Nile, quattro sono gravi e si trovano in rianimazione negli ospedali Moscati di Aversa e Cotugno di Napoli. Si tratta per lo più di persone che hanno trascorso un periodo di vacanze nella zona di Baia Domizia, nel Casertano, dove sarebbe stato localizzato un cluster.

“Stiamo analizzando bene la situazione sul virus. Il problema c’è ovviamente ma ad oggi non abbiamo motivo di allarme particolari”, ha dichiarato il presidente della Regione, Vincenzo De Luca. “Stiamo esaminando bene le caratteristiche generiche di questi virus nuovi che arrivano. Non abbiamo focolai estesi, abbiamo singoli episodi che sono assolutamente sotto controllo”, ha precisato ancora De Luca. “Ovviamente dovremo seguire con l’attenzione necessaria. Si tratta di un contagio nuovo, che arriva nei nostri territori, ma abbiamo tutte le risorse tecnico-scientifiche per tenere sotto controllo la situazione”, ha rassicurato ancora.

I nuovi casi hanno fatto scattare l’allerta anche per le donazioni di sangue. Sebbene l’infezione venga trasmessa all’uomo dalle zanzare e non sia trasmissibile da persona a persona, in rari casi può presentarsi anche a seguito di trasfusioni di sangue, trapianti di organi e trasmissione verticale durante la gravidanza. Per evitare la trasmissione del virus per via trasfusionale, il Centro nazionale sangue (Cns) ha dato indicazione di effettuare il test per la febbre da West Nile quale alternativa alla sospensione temporanea per 28 giorni dalla donazione per tutti i donatori che abbiano trascorso anche solo una notte nelle aree interessate dal virus.

Dall’inizio dell’anno al 20 luglio scorso, in Italia, si sono verificati oltre una decina casi di infezione da West Nile virus e 2 decessi. In una recente circolare del ministero della Salute inviata alle Regioni, ma anche agli ordini dei medici e agli istituti zooprofilattici, si invita a “potenziare la sorveglianza dei casi umani di infezione da West Nile Virus e Usutu Virus” e “tutte le attività di sorveglianza integrata veterinaria”. Il documento, in particolare, ricorda a medici e strutture sanitarie l’importanza della tempestività nel riconoscimento dell’infezione e la comunicazione alle autorità competenti.

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