ULTIME NEWS!

domenica, 28 Giugno, 2026
CulturaAttualitàGiovaniRegione BASILICATAScuola

Crescono i dottorati dell’Università della Basilicata. Quasi tutti i dottori di ricerca lavorano al Sud

Dal 2015 il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea realizza, ogni anno, l’Indagine sul profilo e la condizione occupazionale dei dottori di ricerca.
L’analisi restituisce un’ampia fotografia delle caratteristiche dei dottori di ricerca, delle
attività di didattica e di ricerca svolte, delle esperienze maturate durante l’università e della
valutazione del percorso di studi concluso.
Per l’Università della Basilicata sono stati resi disponibili, di recente, dal Report di
AlmaLaurea 2025, i dati sulla condizione occupazionale dei dottori di ricerca a un
anno dal conseguimento del titolo. Più nello specifico si tratta di 42 dottori di ricerca che hanno ottenuto il titolo nel 2023.
Rispetto al report del 2024 si nota un sensibile miglioramento su alcuni dei principali
indicatori. In particolare, il titolo di dottore di ricerca è ritenuto molto efficace nel lavoro svolto dall’87% degli intervistati; mentre più del 60% svolge attività di ricerca in misura elevata in una giornata lavorativa tipo.
Il tasso di occupazione tra i dottori di ricerca è cresciuto ed è pari all’85,7%.
Anche la retribuzione media è aumentata rispetto all’anno precedente: 1.855 euro contro i
1574 euro del 2024, pur rimanendo inferiore a quella nazionale che è di circa 1.980 euro.
Più equilibrata, rispetto al 2024, la distribuzione che emerge dal nuovo Report tra chi è occupato nel settore pubblico e chi in quello privato: in linea con la media nazionale. Il settore dei servizi continua ad assorbire la maggior parte dei dottori di ricerca: si tratta, infatti, dell’80% degli intervistati; in percentuale minore ne accolgono l’industria e l’agricoltura.
Estremamente positivo il dato che riguarda il Sud Italia, che riesce a trattenere la maggior parte dei dottori di ricerca: ben l’83% degli occupati dichiara infatti di lavorare al Sud, mentre il 6% che è impiegato al Nord e al Centro e solo il 3% all’estero.

“È nostra priorità garantire ai dottorandi Unibas una solida preparazione e favorirne
l’inserimento professionale – commenta la prorettrice alla Comunicazione Elena Esposito
– L’Ateneo sta investendo molto sulla formazione post-laurea, perché ciò consentirà, a chi
porta a termine anche questo percorso, di svolgere lavori mediamente più appaganti a
livello di soddisfazione personale e meglio retribuiti. I cosiddetti dottorati “industriali”,
inoltre, che prevedono un coinvolgimento diretto da parte di aziende interessate,
permettono di stabilire da subito legami molto proficui tra università e mondo
imprenditoriale, ricerca e sue applicazioni pratiche, così da creare maggiori opportunità di
lavoro”.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati