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giovedì, 23 Aprile, 2026
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Francesco D’Onofrio, poliziotto lucano eroe dell’esplosione di Roma, fa ritorno a casa

Dopo settimane di cure e sofferenze, Francesco D’Onofrio è finalmente tornato a casa. Il giovane agente di polizia lucano era rimasto gravemente ferito mentre prestava soccorso durante l’incendio che, lo scorso 4 luglio, ha devastato un distributore di carburante in via dei Gordiani, a Roma. Il ritorno di Francesco nella sua Sant’Arcangelo rappresenta molto più di un semplice ritorno a casa, è il simbolo tangibile del coraggio, della resilienza e dell’amore per il proprio dovere.

A darne notizia è il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha voluto esprimere pubblicamente la sua vicinanza e la gratitudine dell’intera comunità lucana.

“Il ritorno di Francesco è una notizia che ci riempie il cuore. Rappresenta per tutti noi un simbolo di coraggio, resilienza e amore per il proprio dovere. A nome dell’intera comunità lucana gli do il bentornato e gli auguro una pronta guarigione”.

Foto dalla pagina Facebook di Anna Lisa Lobosco

Francesco ha lasciato il Policlinico Umberto I di Roma, dove era ricoverato e ha ricevuto le ultime medicazioni. Le sue condizioni restano serie, il 30% del corpo presenta ustioni, di cui circa la metà di terzo grado. La prognosi, tuttora riservata, è di 60 giorni. Eppure, nonostante il dolore fisico e psicologico, il suo spirito non si è mai piegato.

Ad accoglierlo a Sant’Arcangelo, con sincera commozione, il sindaco Salvatore La Grotta e numerosi cittadini, uniti in un abbraccio collettivo che testimonia l’orgoglio e la riconoscenza di un’intera comunità.

“Un ritorno atteso e carico di emozione – ha sottolineato ancora Bardi – che segna un nuovo inizio per un ragazzo che ha saputo affrontare la prova più dura della sua vita con dignità e determinazione. Ma il suo spirito è quello di chi non si è mai arreso, sostenuto dall’amore instancabile della sua famiglia. La Basilicata non dimentica chi ha sofferto per servire lo Stato. Francesco è un esempio per tutti noi”.

Il gesto di Francesco, intervenuto in un contesto di emergenza per tutelare vite e sicurezza pubblica, si iscrive in una lunga tradizione di servizio e abnegazione delle forze dell’ordine italiane. La sua vicenda ha toccato profondamente l’opinione pubblica e continua a richiamare l’attenzione sulla pericolosità di certe dinamiche operative.

Sul fronte giudiziario, la Procura della Repubblica di Roma ha avviato un’indagine per fare luce sulle responsabilità dell’esplosione. Dal 11 luglio è stato iscritto nel registro degli indagati Mauro Bagaglini, autista della cisterna di GPL coinvolto nell’incidente. Le ipotesi di reato formulate sono gravi: omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali gravi. Un atto dovuto, spiegano fonti inquirenti, per permettere lo svolgimento degli accertamenti tecnici necessari. La notizia dell’indagine è seguita alla morte di Claudio Ercoli, 67 anni, gestore della stazione di servizio.

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