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giovedì, 23 Aprile, 2026
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Droga, armi illegali e tentati omicidi: maxi blitz contro il clan Fezza-De Vivo

Nella giornata di ieri la Squadra Mobile di Salerno e il Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore hanno eseguito diverse ordinanze cautelari nell’ambito dell’operazione che ha portato alla scoperta di un’associazione di stampo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione aggravata, riciclaggio, detenzione e porto illegali di armi,  nonché di associazione per delinquere finalizzata al furto, ricettazione e riciclaggio di autovetture di grossa cilindrata.

Due le ordinanze alla base dell’operazione: una del G.I.P. del Tribunale di Salerno, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, l’altra del G.I.P. presso il Tribunale dei minorenni di Salerno, su richiesta della procura dei minorenni della stessa città. In totale sono 88 gli indagati (79 destinatari della custodia cautelare in carcere e 9 agli arresti domiciliari), tra cui figurano elementi di spicco appartenenti al clan “Fezza-De Vivo”. Tra loro anche tre minorenni.

L’operazione, che ha visto impegnate numerose unità operative della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri con il supporto di elicotteri ed unità cinofile, si è estesa in diversi territori delle province di Salerno e Napoli e nel comune di Pagani, quale base dell’organizzazione criminale. La Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito un sequestro preventivo di urgenza nei confronti di beni, di valori di vario genere, nella disponibilità degli indagati. Le indagini, che hanno seguito quelle conclusesi nel dicembre 2022 con l’esecuzione di 25 misure cautelari personali nei confronti di altrettanti appartenenti al clan, nascono dopo l’arresto nell’agosto 2023 di Vincenzo Confessore, l’ultimo degli elementi apicali del clan rimasto in libertà, e la ricostruzione della rete dei fiancheggiatori, nonché dopo gli approfondimenti connessi al tentato omicidio avvenuto in Pagani, nella medesima estate, ai danni di un giovane spacciatore della zona che non si era voluto sottomettere all’organizzazione per l’approvvigionamento della sostanza stupefacente. 

Le operazioni condotte dalle forze dell’ordine hanno permesso di raccogliere informazioni sul funzionamento dell’organizzazione criminale e sul controllo esercitato sui Comuni di influenza. Le risultanze investigative hanno restituito, inoltre, un’eccellente capacità di espansione degli interessi del clan verso i comuni dell’area napoletana di Sant’Antonio Abate e Santa Maria la Carità e hanno accertato l’esistenza di un apparato interno dedito all’ acquisto, allo stoccaggio e alla vendita di stupefacenti, in particolare cocaina e hashish, proveniente in elevate quantità dall’area napoletana, destinati al rifornimento delle piazze di spaccio del territorio di influenza del clan. 

Le “indagini telematiche” svolte dalla Squadra Mobile di Salerno e dal Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore, in collaborazione con la Francia attraverso uno specifico Ordine di Indagine Europeo, hanno consentito di decriptare la messaggistica cifrata utilizzata dagli indagati per i rifornimenti dello stupefacente proveniente dal Sud America, dalla Spagna e dall’Olanda. Dall’esame del materiale crittografato contenuto nelle chat è emerso come il predetto sodalizio criminale, nell’arco di 4/5 mesi, abbia movimentato circa 600 kg di hashish, 100 kg di marijuana e 35 kg cocaina. Inoltre, le indagini hanno permesso di documentare un ulteriore spaccato concernente la detenzione, l’utilizzo e l’acquisto di numerose armi da guerra, tra cui fucili Skorpion, Kalashnikov e numerose pistole, anche di fabbricazione russa. I militari hanno individuato anche il covo in cui il clan nascondeva le armi utilizzate per compiere i vari agguati o rappresaglie, con il rinvenimento e sequestro di 1000 cartucce di vario calibro, 1 pistola mitragliatore UZI, 8 pistole e 2 giubbotti antiproiettile. Infine è stato possibile ricostruire, tra le attività illecite sotto il controllo del clan, anche un settore criminale dei furti dei veicoli, delle estorsioni e del riciclaggio delle auto mediante l’alterazione dei loro parametri identificativi.

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