La Regione Campania ha diffidato ufficialmente le Fonderie Pisano per gravi carenze nella gestione ambientale dello stabilimento di Fratte. Il provvedimento, trasmesso dalla Direzione Generale Ciclo integrato dei rifiuti e autorizzazioni ambientali, impone un adeguamento “ad horas”, ovvero immediato, senza ulteriori proroghe.

Alla base della diffida c’è la relazione conclusiva dell’ARPAC, redatta dopo diverse ispezioni condotte presso l’impianto. Il documento evidenzia criticità strutturali e gestionali, in particolare per la mancata adozione completa delle BAT (Best Available Techniques), ovvero le migliori tecnologie disponibili per minimizzare l’impatto ambientale.
Tra le anomalie riscontrate, l’ARPAC segnala che le lavorazioni avvengono con varchi di accesso ai capannoni lasciati aperti, compromettendo la tenuta degli edifici e favorendo la dispersione di emissioni. Inoltre, si sottolinea la vetustà delle strutture, con infissi e confinamenti non a perfetta tenuta.
Altro punto critico riguarda la gestione dei rifiuti: per alcune tipologie non risultano effettuate analisi o schede descrittive necessarie alla loro corretta caratterizzazione.
Sebbene dal report 2024 emerga il rispetto dei valori limite di emissione previsti dall’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), sono stati rilevati scostamenti significativi (oltre il 30%) tra la portata effettiva di alcuni camini e quella autorizzata.
La diffida rappresenta un ultimatum per lo stabilimento, chiamato ora a intervenire con urgenza per adeguarsi alle normative ambientali e sanare le irregolarità evidenziate.














