ULTIME NEWS!

sabato, 14 Marzo, 2026
SanitàPoliticaSalute

Punti nascita. Il Ministero della Salute accusa la Regione: “Atteggiamento ambiguo e incoerente”

È scontro istituzionale tra il Ministero della Salute e la Regione Campania sul riordino della rete dei Punti Nascita. Una relazione riservata del Ministero accusa apertamente la Regione di “comportamento contraddittorio” e di “intento opportunistico” nella gestione dei reparti con volumi di attività inferiori agli standard di sicurezza fissati dalle linee guida nazionali.

La notizia è giunta proprio mentre in piazza Plebiscito a Sapri si teneva un nuovo sit-in in difesa dell’ospedale “Immacolata”, promosso da comitati civici, operatori sanitari e amministratori locali per chiedere il mantenimento del punto nascita e di altri servizi essenziali

Il caso nasce dalla Delibera di Giunta Regionale che prevedeva la chiusura dei punti nascita di Sapri, Piedimonte Matese e Sessa Aurunca. Tuttavia, a pochi giorni dall’approvazione del provvedimento, la stessa Regione ha inviato una nota (prot. n. 103 del 23 settembre 2025) chiedendo il mantenimento in deroga delle strutture, in contrasto con la normativa nazionale che impone la chiusura dei centri sotto la soglia di sicurezza dei 500 parti l’anno.

Questa decisione ha innescato una serie di ricorsi al TAR Campania – Napoli da parte dei Comuni interessati, tra cui San Giovanni a Piro, Sapri, Vibonati, Casaletto Spartano e altri enti locali del basso Cilento.
Il TAR, con decreti monocratici del 9 ottobre 2025, ha sospeso in via cautelare la chiusura, fissando la discussione collegiale per il 5 novembre.

Nel documento firmato dal direttore generale Walter Bergamaschi, il Ministero non usa mezzi termini.
La condotta della Regione viene definita “ambigua ed incoerente”: da un lato la Campania avrebbe approvato la delibera di chiusura “solo per poter ottenere l’adempienza in sede di verifica del piano di rientro”, dall’altro avrebbe immediatamente chiesto la deroga al Comitato Percorso Nascita nazionale per mantenere aperti quasi tutti i reparti sottosoglia.

“Una condotta non accettabile – si legge nella relazione – che denota un intento meramente opportunistico e che non risponde ai criteri di sicurezza e razionalità della rete nascita”.
Il Ministero ritiene pertanto che il ricorso regionale sia “privo di fondamento nel merito e da rigettare integralmente”.

La relazione è stata trasmessa all’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, che rappresenterà il Ministero nel giudizio amministrativo.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati