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sabato, 14 Marzo, 2026
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Al via il processo per la morte di Francesco Pio, il bimbo ucciso da due pitbull a Eboli

Ha preso il via il processo a carico dei proprietari dei due pitbull che, nell’aprile del 2024, azzannarono e uccisero il piccolo Francesco Pio. Ieri mattina il giudice monocratico della terza sezione penale del Tribunale di Salerno ha aperto l’istruttoria dibattimentale con l’ammissione delle prove e la costituzione di parte civile della mamma della piccola vittima, rappresentata dall’avvocato Vittorio Schettino. Sotto processo, per concorso in omicidio colposo in seguito all’omessa custodia dei due cani, sono finiti Gaia Sabato e Fabio Fiorillo, originari di Battipaglia ma residenti ad Eboli. Per l’accusa entrambi sarebbero responsabili della tragedia, accaduta nel giardino di casa degli imputati, per la loro negligenza nel custodire i cani Pablo e Totò. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Sabato e Fiorillo (difesi dagli avvocati Daniele Olivieri ed Alfonso Criscuolo) avrebbero affidato i due pitbull alla madre del bambino e ai due zii, incapaci di gestire in sicurezza i due cani.

L’aggressione da parte dei due cani fu violenta e improvvisa. I pitbull provocarono gravissime lesioni al bambino, tra cui un trauma cranico, fratture multiple e danni agli organi interni. Nonostante i disperati tentativi dei familiari, il piccolo Francesco Pio morì sul colpo. Fatali sarebbero state le lesioni alla nuca con la frattura della colonna vertebrale, così come evidenziato dall’autopsia. Secondo quanto ricostruito dalla procura salernitana, la pericolosità dei due cani non era sconosciuta ai proprietari in quanto, un mese prima dalla tragedia, avevano causato il ferimento mortale di un cane. Un precedente che, per l’accusa, avrebbe dovuto indurre i proprietari dei due pitbull a prendere le dovute precauzioni evitando di lasciarli incustoditi o con persone che non avevano la capacità di gestire un eventuale episodio di aggressione.

Nelle prossime udienze verranno ascoltati i testimoni e acquisiti ulteriori elementi per chiarire le eventruali responsabilità dei proprietari. L’obiettivo è stabilire se la tragedia potesse essere evitata con una custodia più attenta e conforme alle norme di sicurezza.

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