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giovedì, 18 Giugno, 2026
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Case di Comunità nel salernitano, l’allarme della CISL FP: “Senza assunzioni e stabilizzazioni si indebolisce il sistema sanitario”

L’imminente avvio delle Case di Comunità rischia di poggiare su basi fragili se non sarà accompagnato da un concreto rafforzamento degli organici e dall’attivazione delle procedure di stabilizzazione del personale precario. A lanciare l’allarme è la CISL Funzione Pubblica di Salerno, che attraverso il Segretario Generale Miro Amatruda chiede alla Direzione Strategica interventi immediati e strutturali.

Secondo Amatruda, l’ipotesi di attivare le nuove strutture territoriali attraverso la semplice ricollocazione del personale già in servizio nei Distretti sanitari comporterebbe una riduzione significativa della forza lavoro nei servizi distrettuali, già oggi fortemente penalizzati dalla carenza di operatori socio-sanitari e di altre figure professionali fondamentali per lo sviluppo della medicina territoriale. «Spostare risorse da un servizio all’altro senza nuove assunzioni – sottolinea – significa indebolire l’intero sistema dell’assistenza territoriale, già caratterizzato da una condizione di estrema precarietà».

Sulla stessa linea il Segretario Provinciale Alfonso Della Porta, che evidenzia come la carenza di personale non rappresenti più una criticità contingente, ma una condizione strutturale che incide quotidianamente sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini. In questo contesto, l’avvio delle Case di Comunità senza un piano organico di assunzioni e stabilizzazioni rischia di tradursi in un ulteriore aggravio organizzativo, compromettendo il necessario processo di potenziamento del sistema sanitario territoriale.

La CISL FP richiama inoltre la recente disposizione della Regione Campania, che ha inviato a tutte le aziende sanitarie pubbliche linee di indirizzo in materia di stabilizzazione, sollecitando la prosecuzione delle procedure per il personale in possesso dei requisiti previsti dalle precedenti circolari regionali. Un percorso che, secondo il sindacato, deve essere portato avanti con determinazione.

Il riferimento è anche al D.M. 77 del 2022, che definisce modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale, in coerenza con la Missione 6 del PNRR. «Quegli standard – ribadisce Amatruda – non possono essere rispettati senza personale stabile. Le stabilizzazioni non sono una concessione, ma una necessità per garantire continuità assistenziale e qualità delle cure. È evidente che il finanziamento delle nuove assunzioni rappresenta un onere che la Regione non può rinviare».

Da qui la richiesta di procedere immediatamente allo scorrimento delle graduatorie concorsuali degli infermieri e di avviare le procedure di stabilizzazione per infermieri, OSS, psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti e ostetriche, come previsto dalle più recenti disposizioni regionali, oltre al reclutamento delle ulteriori figure professionali necessarie, comprese quelle amministrative e sociali.

«La sanità territoriale – conclude Amatruda – non può reggersi su personale precario né su spostamenti forzati di professionisti già insufficienti. Senza assunzioni e stabilizzazioni reali, le Case di Comunità rischiano di restare strutture solo sulla carta, contenitori vuoti incapaci di rispondere ai bisogni concreti dei cittadini». Una posizione che la CISL FP afferma di aver già rappresentato nel confronto con la parte pubblica e che continuerà a rivendicare con determinazione fino al pieno raggiungimento dell’obiettivo.

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