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venerdì, 6 Marzo, 2026
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Memoria Attiva, a Polla nasce l’Archivio di comunità: le storie della gente comune diventano patrimonio collettivo

Non solo grandi personaggi e avvenimenti storici: oggi sempre più spesso sono le persone comuni a diventare protagoniste della ricerca d’archivio. Famiglie alla ricerca delle proprie radici, cittadini che vogliono ricostruire la storia della propria abitazione, discendenti emigrati che necessitano di documenti per la richiesta della cittadinanza italiana, studiosi e ricercatori interessati alla microstoria dei territori. Gli archivi si trasformano così in scrigni preziosi per raccontare la vita quotidiana di chi, pur non avendo scritto la “grande storia”, ha costruito nel tempo l’identità delle comunità.

Di questo si è discusso sabato scorso a Polla, nell’ambito del Progetto Memoria Attiva, un percorso che sta prendendo forma grazie all’impegno dell’Associazione Voltapagina, della Pro Loco di Polla, del Comune di Polla e della Cooperativa sociale Iris, con il sostegno della Fondazione CON IL SUD.

Cuore del progetto è la realizzazione di un Archivio di comunità: un contenitore digitale che raccoglierà fotografie, documenti, lettere, registrazioni audio e video delle famiglie di Polla. Un patrimonio condiviso che punta a restituire dignità e riconoscibilità alle storie individuali, trasformandole in memoria collettiva.

Numerosi e qualificati gli interventi che hanno arricchito l’incontro. Massimiliano Bruni ha raccontato l’esperienza di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, conosciuta come la “città dei diari”, dove dal 1984 sono stati raccolti oltre 11.000 diari di persone comuni. Un patrimonio straordinario che restituisce la storia d’Italia attraverso emozioni, sentimenti, gioie e dolori vissuti nella quotidianità.

Giuseppe Di Guglielmo ha invece illustrato il percorso dello Sponz Fest, nato a Calitri, in provincia di Avellino, e diretto dal cantautore Vinicio Capossela. Un festival che, attraverso associazionismo e volontariato, ha avviato una ricerca antropologica sugli sposalizi e i matrimoni nel mondo, continuando oggi a indagare le tradizioni e le trasformazioni dei paesi dell’area avellinese.

Tra gli interventi anche quello di Alessandro Imbiraco dello Studio Bellosguardo, che da anni lavora sugli archivi di comunità, sottolineando come da questi possano nascere opportunità concrete: servizi culturali, turistici e formativi, occasioni di lavoro e nuove economie legate alla valorizzazione del territorio.

Particolarmente significativo l’intervento di Salvatore Amato, direttore dell’Archivio di Stato di Salerno, che ha evidenziato come circa l’80% delle richieste di ricerca pervenute ogni anno riguardino la storia familiare. Amato ha inoltre presentato documenti inediti: disegni e iconografie di Polla e del Vallo di Diano risalenti al Settecento, progetti sovvenzionati come quello della Chiesa della Santissima Trinità di Polla, ma anche atti che raccontano la vita quotidiana di persone comuni attraverso matrimoni, passaggi di proprietà, attività commerciali e percorsi formativi.

Il progetto Memoria Attiva proseguirà con nuove iniziative volte a coinvolgere volontari, giovani e meno giovani, e con l’apertura del piano terra del “Cantiere” nel quartiere Cappuccini, che diventerà un nuovo spazio pubblico dedicato alle attività del progetto. Come sottolineato dal consigliere delegato alla Cultura Giovanni Corleto e dal sindaco Massimo Loviso, l’obiettivo è dare vita a un vero e proprio polo culturale che includa Museo Civico, Biblioteca Comunale e Casa dell’Architettura.

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