
«Non ne sapevo nulla, ma sono contento».
Così, all’ANSA, Elio Pecora ha commentato la decisione del Governo di assegnargli il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli.
Il poeta, nato nel 1936 a Sant’Arsenio, nel Salernitano, compirà 90 anni il prossimo 5 aprile. La notizia gli è stata comunicata proprio dall’ANSA. «Non ero stato informato, mi fa molto piacere e ne sono grato», ha dichiarato.
Il provvedimento è stato approvato nel Consiglio dei ministri del 18 febbraio e rientra nelle misure previste dalla legge del 1985 intitolata allo scrittore Riccardo Bacchelli.
La norma consente di conferire un sostegno economico a personalità di chiara fama che versino in condizioni di particolare necessità.
Il primo a beneficiarne fu lo stesso Bacchelli, autore de Il mulino del Po e de Il diavolo al Pontelungo.
Successivamente ricevettero l’assegno, tra gli altri, Alda Merini, Dario Bellezza, Daniele Del Giudice, Umberto Bindi, Alida Valli e Salvo Randone.
Residente a Roma dagli anni Sessanta, Pecora ha raccontato all’ANSA di non aver «mai avuto nulla dallo Stato» né di aver mai pensato di chiedere aiuti, ricordando le collaborazioni culturali in radio e sui giornali senza verificare il versamento dei contributi.
La pratica per l’accesso al fondo – che prevede un assegno annuo fino a 24mila euro – aveva subito rallentamenti per una piccola proprietà immobiliare nel paese natale. «Mi fa piacere che siano stati superati gli ostacoli», ha aggiunto.
Autore di una ventina di raccolte poetiche, tra cui “Rifrazioni” e “La chiave di vetro”, Pecora ha pubblicato anche il romanzo Estate (Bompiani), oltre a fiabe e testi teatrali.
Forte il legame con Sandro Penna, conosciuto a Roma e frequentato fino alla morte nel 1977. A lui ha dedicato la biografia Una cheta follia, contribuendo alla diffusione della sua opera.
«Io compio l’avventura di restare», scriveva in versi celebri.
Oggi quella “avventura” continua con un riconoscimento arrivato inatteso, ma accolto con gratitudine.













