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sabato, 18 Aprile, 2026
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Epatite A, casi a Potenza: ricoveri al San Carlo, scattano le regole di prevenzione

Cinque persone sono state ricoverate negli ultimi giorni all’ospedale San Carlo di Potenza con diagnosi di epatite A, probabilmente contratta dopo aver consumato cibo contaminato, in particolare pesce crudo o sushi, fuori dalla Basilicata. I casi, secondo quanto riferito dall’azienda ospedaliera, non destano particolare preoccupazione e uno dei pazienti risulta già in dimissione.

Si tratta di un’infezione acuta del fegato causata dal virus Hav, che si trasmette attraverso alimenti o acqua contaminati oppure per contatto diretto con persone infette. Nella maggior parte dei casi la malattia è autolimitante e tende a risolversi spontaneamente, soprattutto in assenza di patologie epatiche pregresse.

L’attenzione resta comunque alta anche alla luce della situazione in Campania, dove si registrano circa 150 casi e diversi sindaci, tra cui quello di Napoli, hanno disposto il divieto temporaneo di somministrazione di frutti di mare crudi nei locali, con sanzioni fino a 20mila euro per i trasgressori. Episodi si registrano anche nel Lazio, in particolare nella provincia di Latina.

Secondo gli esperti, il contagio potrebbe essere legato al consumo di prodotti ittici crudi, ma non si escludono altre fonti come frutti di bosco contaminati.Proprio per questo l’Istituto superiore di sanità raccomanda alcune semplici ma fondamentali regole di prevenzione: evitare il consumo di frutti di mare crudi, cuocere accuratamente gli alimenti, lavare bene frutta e verdura e mantenere un’adeguata igiene delle mani.

Particolare attenzione va riservata anche ai prodotti surgelati, come i frutti di bosco, che dovrebbero essere bolliti per almeno due minuti prima del consumo. Misure semplici che, insieme ai controlli sulla filiera alimentare e sulle acque, rappresentano gli strumenti principali per limitare la diffusione dell’infezione.

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