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giovedì, 23 Aprile, 2026
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Il Consiglio comunale di Sala Consilina delibera a tutela del Made in Italy

Il Consiglio comunale di Sala Consilina ha approvato all’unanimità una delibera sulla revisione della disciplina dell’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, con l’obiettivo di rafforzare la tutela del Made in Italy e garantire maggiore trasparenza ai consumatori.

La seduta si è svolta lo scorso 18 marzo presso la sala consiliare, sotto la presidenza di Antonio Santarsiere. Al termine della discussione, il provvedimento è stato votato favorevolmente da tutti i presenti ed è stato dichiarato immediatamente eseguibile.

Al centro della delibera, la richiesta di modifica della normativa europea, in particolare dell’articolo 60 del Codice doganale dell’Unione, ritenuto non adeguato a garantire una corretta indicazione dell’origine dei prodotti agroalimentari.

Secondo quanto evidenziato nel corso dei lavori, l’attuale disciplina consente di attribuire l’origine di un prodotto al Paese in cui avviene l’ultima trasformazione sostanziale, anche se le materie prime provengono dall’estero. Un meccanismo che, per gli amministratori, rischia di generare confusione nei consumatori e favorire pratiche poco trasparenti.

L’assessore Amedeo De Maio ha sottolineato come l’iniziativa raccolga le istanze promosse a livello nazionale per la difesa delle produzioni italiane, evidenziando i rischi legati a etichettature che possono risultare fuorvianti.

Nel dibattito è emersa anche la convergenza delle forze politiche presenti in aula. Il consigliere Michele Galiano ha ribadito il sostegno alla tutela del Made in Italy, sottolineando la condivisione dell’obiettivo da parte dell’opposizione.

Con la delibera approvata, il Consiglio impegna il sindaco ad attivarsi presso l’ANCI e le istituzioni europee affinché venga avviato un percorso di revisione normativa, puntando a escludere i prodotti agroalimentari dall’attuale disciplina sull’origine doganale.

Tra le richieste anche quella di adottare come criterio principale l’indicazione del luogo di provenienza, così da garantire maggiore chiarezza per i consumatori e valorizzare le produzioni locali.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio contesto nazionale, con numerosi Comuni che stanno adottando analoghe deliberazioni per sollecitare un intervento a livello europeo.

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