Via libera del Consiglio dei Ministri allo stato di emergenza per 12 mesi per il maltempo che ha colpito Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia a partire dal 30 marzo scorso. Il Governo, su proposta del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, ha deliberato anche uno stanziamento di 50 milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, come comunicato dal Dipartimento della Protezione Civile.

Le risorse saranno utilizzate per i primi interventi urgenti di soccorso alla popolazione e per il ripristino dei servizi pubblici e delle infrastrutture danneggiate. La ripartizione prevede 15 milioni di euro per l’Abruzzo, 5 milioni per la Regione Basilicata, 20 milioni per il Molise e 10 milioni per la Puglia.
Gli interventi saranno attuati attraverso ordinanze del Capo del Dipartimento della Protezione civile, in raccordo con le Regioni coinvolte, per garantire tempestività nelle operazioni e risposte concrete ai territori colpiti.
Intanto, sul fronte agricolo, si è riunito il Tavolo Verde regionale per fare il punto sui danni causati dal maltempo e sulle misure da adottare a sostegno delle imprese. “Di fronte agli eventi climatici serve una risposta immediata ma anche una strategia strutturata”, ha dichiarato l’assessore Carmine Cicala.

Durante l’incontro sono stati analizzati i danni e avviate le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità, da proporre alla Giunta e successivamente al Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste. La Regione sta lavorando a un piano articolato che prevede interventi immediati, sostegni nei giorni successivi e misure strutturali nel medio periodo.
“Abbiamo messo in campo una strategia su più livelli – ha spiegato Cicala – per garantire sostegno concreto alle imprese e rafforzare il sistema agricolo lucano”. Tra le azioni previste, anche il potenziamento delle misure del programma di sviluppo rurale e il coinvolgimento delle istituzioni nazionali ed europee.
Un percorso che punta a coniugare gestione dell’emergenza e visione futura, per rendere il comparto agricolo più resiliente di fronte a eventi climatici sempre più frequenti e intensi.














