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giovedì, 23 Aprile, 2026
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Continuavano a percepire lo stipendio, nonostante fossero in pensione. Nei guai 4 ex direttori generali di Aziende sanitarie campane

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti, hanno notificato inviti a fornire deduzioni a quattro ex direttori generali di Aziende Sanitarie della regione.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i dirigenti, dopo essere stati collocati anticipatamente in quiescenza con l’attribuzione del relativo trattamento pensionistico, avrebbero continuato a percepire – fino alla naturale scadenza del mandato – anche la retribuzione connessa all’incarico ricoperto.

La condotta contestata si porrebbe in contrasto con quanto stabilito dall’articolo 5, comma 9, del decreto-legge n. 95 del 2012, che vieta il conferimento di incarichi direttivi o dirigenziali a soggetti già pensionati, se non a titolo gratuito.

Le indagini, riferite al periodo compreso tra il 2022 e il 2025, hanno consentito di ricostruire nel dettaglio la posizione lavorativa degli interessati e i compensi percepiti dal momento del pensionamento fino alla cessazione dell’incarico. In particolare, i quattro ex direttori generali sarebbero andati in pensione volontariamente prima della scadenza del mandato, continuando tuttavia a cumulare pensione e stipendio dirigenziale.

Ulteriori profili di criticità riguarderebbero la mancata comunicazione del mutamento del proprio status alla Direzione generale per la tutela della salute e il coordinamento del sistema sanitario regionale della Regione Campania. Gli interessati, infatti, pur avendo assunto all’atto della nomina l’impegno a segnalare tempestivamente eventuali cause di incompatibilità o inconferibilità, avrebbero omesso tale adempimento.

Tre dei quattro dirigenti, inoltre, avrebbero inizialmente sospeso l’erogazione della retribuzione al momento del pensionamento, per poi riattribuirsela autonomamente – comprensiva degli arretrati – alla scadenza del mandato, senza darne comunicazione agli uffici regionali competenti.

Alla luce degli elementi raccolti, la Procura contabile ipotizza un danno erariale complessivo pari a 880.988 euro, di cui ciascun destinatario sarà chiamato a rispondere per la quota di competenza.

I provvedimenti, adottati ai sensi dell’articolo 67 del Codice della giustizia contabile, concedono agli interessati un termine di 45 giorni per presentare memorie difensive e documentazione. Entro lo stesso periodo è inoltre garantito il diritto di accesso agli atti dell’istruttoria e la possibilità di richiedere un’audizione personale davanti al Pubblico Ministero contabile.

1 Commento

  1. Nicola says:

    Nessun controllo viene fatto per quei primari a cui viene pagato illegalmente l’ orario aggiuntivo.

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