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giovedì, 21 Maggio, 2026
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Aeroporto Salerno, arriva Iberia: spinta sui voli ma resta il nodo tassa d’imbarco

L’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi accelera sulla crescita internazionale e mette a segno un nuovo tassello nella strategia di sviluppo dello scalo. Da novembre 2026 anche Iberia opererà collegamenti giornalieri tra Salerno e Madrid, trasferendo parte delle attività previste su Capodichino durante il periodo dei lavori di riqualificazione della pista dell’aeroporto di Napoli. Una scelta che conferma il ruolo sempre più centrale dello scalo salernitano all’interno del sistema aeroportuale campano gestito da Gesac.

La nuova programmazione rappresenta un segnale importante per il territorio. Insieme all’arrivo della compagnia spagnola, infatti, è atteso anche il debutto operativo di Aeroitalia, che baserà il primo aeromobile proprio a Salerno a partire dai prossimi giorni. Un doppio movimento che potrebbe contribuire ad aumentare collegamenti, traffico passeggeri e attrattività turistica dell’intera area.

Ma per sostenere davvero il decollo dello scalo, secondo operatori e istituzioni, serve intervenire sui costi che gravano sui biglietti aerei. Al centro del confronto politico e tecnico c’è la possibile disapplicazione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, la tassa da 6,50 euro applicata a ogni passeggero in partenza e inclusa nel prezzo finale del volo.

La Regione Campania starebbe valutando l’ipotesi di eliminare il contributo per l’aeroporto di Salerno, compensando i comuni interessati attraverso le risorse derivanti dalla partecipazione regionale in Gesac. Una misura che, se approvata, consentirebbe di ridurre il costo dei biglietti e rendere più competitivo lo scalo nei confronti di altri aeroporti italiani di dimensioni simili.

L’obiettivo è favorire l’arrivo di nuove compagnie e incentivare l’apertura di ulteriori rotte internazionali. In diversi aeroporti italiani sotto il milione di passeggeri annui — tra cui Trapani, Comiso, Forlì, Rimini e Reggio Calabria — la disapplicazione dell’addizionale avrebbe già prodotto effetti positivi in termini di traffico, investimenti e crescita dell’offerta.

Per Salerno il tema è particolarmente strategico. Lo scalo, ancora in una fase di consolidamento operativo, deve infatti sostenere costi fissi elevati e al tempo stesso mantenere tariffe competitive per attrarre vettori e viaggiatori. Secondo gli addetti ai lavori, il peso dell’addizionale rischia di frenare la domanda proprio nella fase decisiva della crescita.

La prospettiva della Regione è quella di considerare l’eliminazione della tassa non come un costo, ma come un investimento sul turismo e sull’economia territoriale. Più voli significherebbero infatti maggiori presenze turistiche, sviluppo dell’indotto e rafforzamento dell’immagine internazionale della Campania, soprattutto sul fronte del turismo costiero e culturale.

Accanto agli incentivi economici, resta però fondamentale il potenziamento dei collegamenti infrastrutturali e della capacità ricettiva del territorio. La crescita del Salerno-Costa d’Amalfi passa infatti anche attraverso una strategia integrata di trasporti, accoglienza e promozione turistica, su cui Gesac e Regione continuano a lavorare per trasformare lo scalo in una porta stabile del Mezzogiorno verso l’Europa.

Sul fronte delle compagnie low-cost, inoltre, prende forma anche il piano di espansione di Wizz Air. La compagnia, in collaborazione con Gesac, ha definito un programma strategico di investimenti con una forte scommessa proprio sull’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi e del Cilento. L’obiettivo finale è l’attivazione di sei collegamenti complessivi.

Il piano partirà concretamente dal 2027 con l’introduzione iniziale di tre nuove rotte internazionali, per poi arrivare progressivamente a sei collegamenti fissi entro il 2030, attraverso un percorso di sviluppo articolato in quattro anni.

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