Il giudice per le indagini preliminari ha restituito al magistrato il fascicolo per le determinazioni sul caso di Dora Lagreca, la giovane di Montesano sulla Marcellana – aveva 30 anni – morta dopo un volo dal quarto piano di una palazzina a Potenza dove era in compagnia del fidanzato Antonio Capasso nel 2021. Il giovane lucano è indagato per induzione al suicidio e la Procura per tre volte ha chiesto l’archiviazione delle accuse e per tre volte la famiglia di Dora – tutelata dagli avvocati Cristiana Coviello e Renivaldo Lagreca – si è opposta. Nell’ultimo caso ha chiesto una perizia sul cellulare di Capasso. Il gip Salvatore Pignata ha quindi dato l’incarico all’esperto Silverio Greco per “accertare se vi siano dei file cancellati o non ancora recuperati dal cellulare dell’indagato”. I legali dei genitori e della sorella di Dora hanno chiesto chiarimenti sul recupero di una chat esportata con il padre che è danneggiata e che quindi non si apre e sulle ricerche sul web che non sono databili ma decisamente costituiscono “un elemento importante nella ricostruzione essendo molto particolari”, secondo i legali. Ora toccherà di nuovo alla Procura di Potenza il nuovo passo. Ricordiamo che Dora Lagreca è deceduta in ospedale, al “San Carlo” di Potenza, poche ore dopo la caduta dal quarto piano. I familiari di Dora non hanno mai creduto al suicidio – come sostenuto da Capasso – e hanno sempre chiesto più accertamenti per appurare la verità su cosa sia avvenuto nella palazzina di via Di Giura. Per questo viene chiesto anche l’esame di altri dispositivi di Capasso.
Il Giudice per le Indagini Preliminari aveva concesso 60 giorni di tempo al consulente tecnico per depositare le sue conclusioni, aveva chiesto chiarimenti sul recupero di dati eliminati: verificare la presenza di messaggi, chat, foto o file cancellati dal dispositivo nelle ore a ridosso della tragedia e trovare elementi utili a fare luce sui reali rapporti all’interno della coppia e sulla dinamica di quella notte.
”Questo nuovo filone tecnico rappresenta una vittoria per la famiglia di Dora”, secondo Libera Potenza. La Procura di Potenza ha infatti presentato per ben tre volte la richiesta di archiviazione, ipotizzando un gesto volontario da parte della ragazza. Il GIP, tuttavia, ha respinto ogni tentativo di chiudere il caso, accogliendo l’opposizione dei legali della famiglia Lagreca.















