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martedì, 7 Luglio, 2026
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Violenza sessuale di gruppo sulla turista a Trapani, condannato Pizzolato: la parte civile difesa dal sindaco di Sassano Nicola Pellegrino

È l’avvocato Nicola Pellegrino, sindaco di Sassano e difensore della parte civile, ad aver rappresentato la turista finlandese vittima della vicenda al centro del processo per violenza sessuale di gruppo conclusosi ieri davanti al Tribunale di Trapani. La giovane donna, insieme alle due amiche che erano con lei in vacanza nell’estate del 2022, si è costituita parte civile ed è stata assistita dal legale salernitano. Tutte e tre sono tornate in Italia per testimoniare durante il dibattimento.

Il Tribunale di Trapani, presieduto dal giudice Messina, con a latere Nodari e Badalucco, ha condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione il campione olimpico delle Fiamme Oro Nino Pizzolato, originario di Salaparuta, e gli altri tre imputati Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì, tutti agrigentini. La pm Giulia Sbocchia aveva chiesto dieci anni di carcere per ciascuno. I giudici hanno escluso le aggravanti contestate, riconoscendo invece le attenuanti generiche. Il procedimento riguardava una presunta violenza sessuale di gruppo avvenuta nell’estate del 2022 a Trapani. Secondo la ricostruzione emersa nel processo, i quattro giovani e la turista finlandese, che si trovava in Sicilia insieme a due amiche, si erano conosciuti durante una serata trascorsa in un locale sulla spiaggia. Dopo il dopocena, i due gruppi avevano deciso di proseguire insieme la serata.

Secondo l’accusa, il comportamento libero e disinvolto delle tre turiste sarebbe stato interpretato dagli imputati come un consenso a rapporti sessuali. La giovane che poi ha denunciato i fatti aveva mostrato interesse nei confronti di Pizzolato e, mentre le amiche erano rientrate in albergo, aveva deciso di seguirlo nell’appartamento dove il giovane soggiornava. La donna, secondo il suo racconto, pensava di trascorrere del tempo da sola con lui, ma nell’abitazione erano presenti anche gli altri tre ragazzi. Davanti ai giudici ha raccontato di essersi appisolata sul divano e di essersi risvegliata nuda, mentre tre uomini abusavano di lei e un quarto riprendeva la scena con il cellulare. Ha riferito di non essersi opposta per paura e di aver chiesto la cancellazione del video e di essere accompagnata in albergo. Una volta raggiunte le amiche, in preda a una crisi di pianto, ha raccontato quanto accaduto e successivamente ha presentato denuncia ai carabinieri. Nel corso della requisitoria, la pm Giulia Sbocchia ha sostenuto che nel processo non sarebbe emerso “nessun elemento in grado di provare l’esistenza di un consenso”. Secondo la procura, la ricostruzione della giovane, dettagliata e scandita momento per momento, avrebbe trovato conferma nel quadro probatorio raccolto durante il dibattimento.”La libertà di comportamento di quelle turiste – ha sostenuto la pm – venne subito scambiata per qualcos’altro dal resto della compagnia”. Per l’accusa, la ragazza era diventata una “preda” del gruppo dopo essersi separata dalle amiche.

Gli imputati, presenti in aula al momento della sentenza, hanno sempre respinto l’accusa di violenza sessuale. Difesi dagli avvocati Buscaino, Paladino, Lucia e Mazzotta, hanno sostenuto che il rapporto fosse consensuale e che non vi fosse stata alcuna pianificazione della violenza. Le difese hanno inoltre portato in aula un video della serata, ritenendo che mostrasse una partecipazione attiva della ragazza, e hanno richiamato la testimonianza del medico del pronto soccorso che non aveva riscontrato segni di violenza fisica. Tesi che non hanno trovato accoglimento nella decisione del Tribunale di Trapani, che ha riconosciuto la responsabilità dei quattro imputati. Per l’avvocato Nicola Pellegrino, che ha assistito la vittima e le due amiche nel percorso processuale, la sentenza rappresenta l’esito di un procedimento complesso nel quale la parte civile ha sostenuto la ricostruzione dei fatti poi ritenuta fondata dai giudici.

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