Sono ripartite le ricerche archeologiche nell’area di Laurelli, a Caselle in Pittari, nel cuore del Golfo di Policastro. Il sito conserva i resti di un antico abitato di età lucana che, campagna di scavo dopo campagna di scavo, sta restituendo importanti testimonianze sulla sua struttura urbana e sulla vita della comunità che lo abitava.

Le indagini sono condotte dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DiSPaC) dell’Università degli Studi di Salerno, con il coordinamento scientifico di Antonia Serritella, Michele Scafuro e Maria Luigia Rizzo. Le attività si svolgono in regime di concessione con il Ministero della Cultura, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino e con il costante supporto dell’Amministrazione comunale di Caselle in Pittari.

La nuova campagna di scavo vedrà impegnati studenti, specializzandi e dottorandi dell’ateneo salernitano e consentirà di approfondire le diverse fasi di vita dell’insediamento. L’attenzione sarà rivolta in particolare a un’area sacra a carattere pubblico, che nelle precedenti indagini ha restituito materiali archeologici e iscrizioni di particolare interesse scientifico.
Accanto alle tradizionali attività di scavo, documentazione e catalogazione dei reperti, l’edizione 2026 si arricchisce di un importante approccio interdisciplinare. Sono infatti previste indagini geofisiche affidate al CNR-IMAA di Tito Scalo, in provincia di Potenza, oltre a studi geomorfologici e archeometrici realizzati in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
L’obiettivo è ricostruire con sempre maggiore precisione l’evoluzione dell’antico centro lucano e valorizzare un patrimonio archeologico di grande rilievo per la storia del Cilento e dell’Italia meridionale.














