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sabato, 9 Maggio, 2026
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Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia. Futura Pride: “Anche nel Vallo di Diano c’è tanta discriminazione”

Ormai da 20 anni il 17 maggio ricorre la giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, ovvero la giornata di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza e discriminazione nei confronti della comunità LGBTQIA+, ma anche una giornata per promuovere i diritti di coloro che ne fanno parte.

Fino a pochissimi anni fa l’omosessualità era inserita nella lista delle malattie mentali e quindi trattata come tale, coloro che erano omosessuali e anche quelli che venivano additati come tali subivano ogni sorta di trattamento per essere “curati”. Il 17 maggio del 1990 l’omosessualità è stata depennata dalla lista delle malattie mentali e nel 2004 è stata istituita la giornata contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia.

Nonostante questo, nel mondo sono ancora tantissimi gli stati in cui l’omosessualità e ogni altra forma di orientamento sessuale viene condannata o punita addirittura legalmente. In alcuni Paesi appartenere alla comunità LGBTQIA+ rappresenta, letteralmente, una condanna a morte o all’ergastolo.

In Italia sono tanti i movimenti e le associazioni che promuovono i diritti della comunità LGBTQIA+ e che sostengono che sono ancora tantissimi i passi da compiere affinché ci sia una reale parità tra i membri della comunità e il resto della popolazione.

Anche nel Vallo di Diano, da un anno, un gruppo di ragazze e ragazzi ha deciso di formare un collettivo per creare un posto sicuro per le soggettività queer e uno spazio di informazione per tutti gli altri. Futura Pride è un collettivo queer transfemminista che “nasce con l’obiettivo di portare il primo evento pride nel Vallo di Diano, eventi culturali e momenti di confronto per far sì che quante più persone possibili possano essere correttamente informate e supportate”.

Proprio l’anno scorso, in estate, il collettivo ha dato vita a un evento pride che si è tenuto a San Pietro al Tanagro e si sta già lavorando per la seconda edizione dell’evento da riproporre ancora una volta nell’estate 2024.

Celeste Ferrigno e Angelica La Rocca sono state intervistate dalla nostra emittente per fare il punto della situazione nel Vallo di Diano e per spiegare che sebbene “l’omolesbobitransfobia sia la paura verso coloro che non rientrano nei canoni tradizionali, non bisogna dimenticare che è prima di tutto una forma di violenza e di oppressione. Parlare di fobia può essere fuorviante perché in questi termini sembra che le persone etero debbano aver paura di vedere due uomini che si baciano per strada ma in realtà è tutto il contrario, sono proprio le persone queer ad aver paura di mostrarsi per le violenze che subiscono ogni giorno”.

Celeste Ferrigno prosegue dicendo che “gli episodi di volenza sono all’ordine del giorno ma è difficile a volte anche venirne a conoscenza. Anche qui nel vallo di Diano è difficile che una persona queer si senta libera di poter parlare di ciò che subisce. Credo che qui in zona ognuno di noi abbia subito una qualche forma di violenza a scuola, sul posto di lavoro o anche in famiglia. In fin dei conti è un po’ come la violenza sulle donne, nella maggior parte dei casi coloro che mettono in atto la violenza sono le persone più vicine alla vittima, anche familiari.”

Angelica La Rocca, invece, afferma: “Bisogna circondarsi di persone con una mentalità aperta e confrontarsi, motivo per cui noi come collettivo cerchiamo di offrire uno spazio aperto al confronto. Inoltre, non credo che l’età possa essere un fattore fondamentale nel determinare l’apertura mentale di una persona perché l’oppressione è legata a un modo di pensare e di vedere il mondo.”

Dunque, secondo “Futura” il primo passo da fare è quello di raggiungere il maggior numero di persone per riuscire a iniziare a cambiare la mentalità e il modo di vivere, ed è quello che provano a fare attraverso gli eventi che propongono durante l’anno e soprattutto durante l’evento estivo, che è quello più importante e in cui hanno realmente l’opportunità di confrontarsi con un gran numero di persone.

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